5 Ottobre 2026, lunedì
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Milano, donna muore lanciandosi dal quarto piano per sfuggire a un incendio

Rogo in un appartamento di viale Abruzzi. La porta era chiusa dall’esterno. Interrogato il convivente: era in un bar durante il rogo, in stato confusionale

Tragedia nella notte a Milano: 48enne si getta nel vuoto per scampare alle fiamme. La Procura indaga: sospetti su una lite e sulla dinamica dell’incendio

MILANO — Una tragedia che lascia più domande che certezze. Una donna di 48 anni, di origine brasiliana, è morta dopo essersi lanciata nel vuoto dal quarto piano di un palazzo in viale Abruzzi 64, nel tentativo disperato di sfuggire a un incendio divampato nella sua abitazione. È spirata in ospedale poche ore dopo, a causa delle gravi lesioni riportate.

Il rogo è scoppiato intorno all’1:19 della notte, nell’appartamento in cui la donna viveva con il compagno, anch’egli brasiliano, di 45 anni. Quando i vigili del fuoco sono intervenuti, le fiamme avevano già avvolto l’alloggio e la donna, in preda al panico, si è gettata dal balcone prima dell’arrivo dei soccorritori. Tutti gli altri residenti dello stabile, un edificio di sette piani, sono stati evacuati a scopo precauzionale e hanno potuto fare rientro nelle loro case solo ore dopo. Dodici appartamenti restano tuttora inagibili in attesa del ripristino delle condizioni di sicurezza.

Due persone, rimaste lievemente intossicate, sono state trasportate in ospedale in codice verde.

Il giallo della porta chiusa dall’esterno

Le indagini, affidate alla squadra mobile della Questura e al Nucleo Investigativo Antincendi (NIA) dei vigili del fuoco, si stanno concentrando su diversi elementi inquietanti. Il primo riguarda la porta d’ingresso dell’abitazione, che secondo gli inquirenti sarebbe stata chiusa dall’esterno al momento del rogo. Un dettaglio che apre a scenari complessi e che fa propendere gli investigatori per l’ipotesi di un incendio non accidentale.

A destare ulteriori sospetti sono le testimonianze dei vicini: alcuni hanno riferito di aver udito delle grida provenire dall’appartamento poco prima che l’incendio divampasse. Urla di paura? Un litigio? Altri testimoni raccontano che, nei giorni precedenti, la donna stava tentando di vendere l’appartamento e che la casa appariva “in ordine e curata”, come se nulla lasciasse presagire una tragedia imminente.

Il compagno trovato in un bar, sotto choc

Intanto il compagno della vittima è stato rintracciato in un bar poco distante dal palazzo, in stato di alterazione. L’uomo è stato accompagnato in Questura per essere interrogato. Non è chiaro se al momento dell’incendio si trovasse già nel locale o se vi si sia rifugiato dopo essere uscito di casa. Alcuni testimoni parlano di un litigio tra i due, avvenuto forse poco prima dello scoppio dell’incendio o nella serata precedente.

Il comportamento del 45enne, così come la sua assenza dall’abitazione durante le fasi cruciali dell’emergenza, è ora oggetto di un’attenta valutazione da parte degli inquirenti. La sua posizione non è al momento formalmente indagata, ma viene definita “attenzionata”.

Si cerca l’origine del fuoco: ipotesi sostanze acceleranti

Il NIA sta analizzando le cause tecniche dell’incendio: si indaga sull’eventuale utilizzo di sostanze acceleranti, che potrebbero confermare la natura dolosa del rogo. Gli accertamenti si concentrano anche sulla fonte di innesco e sulla dinamica con cui le fiamme si sono propagate. Le operazioni di messa in sicurezza dell’edificio da parte dei vigili del fuoco si sono concluse intorno alle 6:45 del mattino.

Nelle prossime ore sarà disposta l’autopsia sul corpo della donna, mentre proseguono le audizioni di testimoni, vicini e conoscenti della coppia. Gli inquirenti non escludono alcuna pista: dal gesto estremo alla violenza domestica, fino al possibile dolo. Ma al momento, resta il dramma di una donna che ha trovato la morte nel tentativo di salvarsi.

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