6 Ottobre 2026, martedì
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La Bce taglia i tassi, ma l’economia resta in bilico

Riduzione di 25 punti base a partire dall’11 giugno. Inflazione in calo, ma sui dazi pesa l’ombra della recessione

Tassi giù, ma la ripresa zoppica. La Banca Centrale Europea avvia la svolta monetaria: da martedì 11 giugno, i tassi di riferimento saranno ridotti di 25 punti base, segnando il primo taglio dal 2019. Ma la strada verso una ripresa solida resta tutt’altro che scontata.

Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di abbassare i tre tassi principali: quello sui depositi scende al 2,00%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quello marginale al 2,40%. Una misura attesa dai mercati, che riflette la fiducia nella discesa dell’inflazione, ma che arriva in un contesto macroeconomico ancora incerto.

Inflazione vicina al target, ma la crescita rallenta

Secondo le nuove previsioni dell’Eurotower, l’inflazione nell’Eurozona si attesterà in media al 2% nel 2025, per poi calare all’1,6% nel 2026, prima di risalire al 2% nel 2027. Si tratta di una revisione al ribasso rispetto alle stime di marzo, che sconta l’effetto di un euro più forte e di un calo dei prezzi energetici. L’inflazione core — che esclude energia e alimentari — è invece attesa al 2,4% nel 2025, per poi stabilizzarsi all’1,9% nei due anni successivi.

Se sul fronte dei prezzi la strategia monetaria sembra aver prodotto i risultati sperati, il quadro della crescita economica appare più fragile. Il Pil dell’Eurozona crescerà solo dello 0,9% nel 2025, con un lieve miglioramento all’1,1% nel 2026 e all’1,3% nel 2027. Prospettive modeste, che riflettono il rallentamento atteso dopo un primo trimestre sorprendentemente positivo.

Dazi e tensioni globali frenano la fiducia

Tra i principali fattori di rischio, la Bce segnala le crescenti tensioni commerciali internazionali. Un’eventuale escalation dei dazi — già in atto su più fronti — potrebbe danneggiare gli investimenti e penalizzare l’export europeo. L’istituto guidato da Christine Lagarde mette in guardia: uno scenario protezionista potrebbe portare non solo a una crescita più debole, ma anche a un’inflazione inferiore rispetto agli obiettivi.

Al contrario, una distensione nei rapporti internazionali potrebbe riaccendere l’ottimismo. A fare da contrappeso alle ombre globali ci sono l’aumento della spesa pubblica nei settori chiave come difesa e infrastrutture, l’incremento dei redditi reali e la tenuta del mercato del lavoro: elementi che potrebbero sostenere i consumi interni e rafforzare la resilienza economica dell’Eurozona.

Mutui: risparmi in bolletta, ma l’incognita resta

Per i cittadini europei, il taglio dei tassi si traduce subito in un alleggerimento delle rate dei mutui a tasso variabile. Secondo il Codacons, chi ha acceso un mutuo ventennale da 100mila a 200mila euro per la prima casa vedrà ridursi la rata mensile di 13-27 euro, con un risparmio annuo tra 156 e 324 euro. Ancora più marcato il beneficio per chi ha sottoscritto un mutuo trentennale: il taglio può arrivare fino a 30 euro al mese, ovvero 360 euro all’anno.

Per un prestito medio da 125mila euro su 25 anni, il risparmio stimato è di circa 17 euro mensili, pari a oltre 200 euro su base annua. Una boccata d’ossigeno per molte famiglie, in un contesto in cui i tassi effettivi applicati dalle banche sono già scesi dal 4,92% di fine 2023 al 3,54% nel marzo 2025, secondo i dati di Bankitalia.

Tuttavia, il Codacons invita alla prudenza: “I dazi possono innescare nuove pressioni inflazionistiche, costringendo la Bce a invertire la rotta. Un ritorno a politiche restrittive avrebbe effetti pesanti sui bilanci familiari”, avverte l’associazione.

Il messaggio della Bce: fiducia sì, ma non abbassare la guardia

Il taglio dei tassi rappresenta un segnale importante: l’inflazione è sotto controllo e la Bce è pronta a sostenere la ripresa. Ma il messaggio da Francoforte è chiaro: le incognite globali impongono cautela. La politica monetaria si muove, ma con il freno a mano tirato. E se l’Eurozona vuole evitare nuove frenate, dovrà trovare un equilibrio tra rigore e flessibilità, tra prudenza e visione.

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