5 Ottobre 2026, lunedì
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Scontro sui dazi, la Casa Bianca rilancia: “Li imporremo comunque”

Trump sfida i giudici: revocheremo visti, andremo fino alla Corte Suprema.

Washington – La guerra commerciale dell’amministrazione Trump assume i toni di una sfida aperta al potere giudiziario. Nonostante un verdetto avverso in primo grado, la Casa Bianca incassa una vittoria in appello e annuncia che i dazi saranno applicati a ogni costo, anche qualora la battaglia legale dovesse concludersi con una sconfitta. “Li imporremo comunque”, è il messaggio inequivocabile lanciato da Peter Navarro, consigliere per il commercio del presidente Donald Trump.

La Corte d’Appello federale ha infatti annullato la precedente decisione della U.S. Court of International Trade di New York, che aveva congelato l’applicazione delle tariffe doganali promosse dalla Casa Bianca. Uno stop giudiziario che, secondo Trump, ha rappresentato un attacco politico mascherato da giustizia: “Una sentenza orribile, puramente politica”, ha tuonato il presidente, promettendo una reazione “forte e determinata”.

A farne le spese potrebbe essere anche la politica migratoria: nelle stesse ore in cui la notizia della sentenza è diventata pubblica, Trump ha annunciato l’avvio della revoca di alcuni visti per cittadini stranieri, un’ulteriore stretta in nome della dottrina “America First”. Una mossa che rafforza la linea dura dell’amministrazione, intenzionata a concentrare il potere esecutivo e a ridurre al minimo le interferenze, reali o percepite, degli altri organi dello Stato.

L’atteggiamento della Casa Bianca nei confronti della magistratura non è più soltanto critico, ma apertamente ostile. L’accusa, lanciata senza mezzi termini da Navarro e condivisa dallo stesso Trump, è quella di un “abuso di potere” da parte di “giudici attivisti” che tenterebbero di sabotare l’agenda economica del presidente.

A rendere il quadro ancora più movimentato è l’uscita di scena di Elon Musk. Il numero uno di Tesla e SpaceX ha formalizzato la rinuncia al suo ruolo di funzionario speciale presso il governo federale, incarico che negli ultimi mesi gli aveva garantito un canale privilegiato con l’amministrazione. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma il gesto appare come una presa di distanza significativa in un momento cruciale.

Con la minaccia di ricorrere alla Corte Suprema e la volontà dichiarata di procedere a prescindere dall’esito delle cause in corso, la Casa Bianca si prepara a una lunga e infuocata stagione di scontri istituzionali. Lo scontro tra poteri, ormai senza filtri, rischia di diventare una delle questioni centrali del prossimo ciclo elettorale.

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