3 Ottobre 2026, sabato
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Gaza, spiragli di tregua: Israele accetta la proposta Witkoff per il cessate il fuoco

Netanyahu annuncia l'ok del governo israeliano a un nuovo piano di mediazione: ostaggi in cambio della fine delle ostilità. Ma Hamas tace e lo spettro della guerra totale resta sullo sfondo.

TEL AVIV – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato pubblicamente che Israele è pronta ad accogliere una nuova proposta di cessate il fuoco, nell’ambito di un piano di mediazione finalizzato anche alla liberazione degli ostaggi ancora detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza. L’annuncio è arrivato nel corso di un incontro con i familiari dei prigionieri israeliani, riportato dalla testata Ynet.

La proposta, attribuita al mediatore David Witkoff, rappresenta un nuovo tentativo diplomatico per fermare le ostilità in una guerra che da mesi insanguina la regione e che ha causato migliaia di vittime civili.

“Israele accetta la nuova proposta Witkoff”, ha affermato Netanyahu. “Ma Hamas non ha ancora risposto e non crediamo che libererà gli ultimi ostaggi. Continueremo a combattere finché Hamas non sarà eliminato e non lasceremo la Striscia finché ogni ostaggio non sarà tornato a casa.”

Una tregua condizionata

Le parole del premier delineano uno scenario sospeso tra speranza e determinazione militare. L’apertura di Israele a un possibile accordo non equivale, almeno per ora, a un vero disimpegno dal conflitto. Anzi, Tel Aviv ribadisce l’obiettivo militare di sradicare Hamas, mantenendo una presenza operativa nella Striscia fino alla completa liberazione dei prigionieri.

La risposta di Hamas: il grande assente

Sul fronte opposto, Hamas non ha ancora fornito alcuna risposta ufficiale alla proposta, alimentando lo scetticismo del governo israeliano e l’incertezza di un popolo ancora ostaggio della tensione. La trattativa, dunque, resta appesa a un filo, con il tempo che scorre inesorabile e la pressione crescente da parte delle famiglie degli ostaggi, stremate da mesi di attesa e dolore.

La comunità internazionale osserva

L’iniziativa Witkoff, che coinvolge attori regionali e internazionali, si inserisce in un contesto diplomatico sempre più complesso, in cui la comunità internazionale preme per una soluzione negoziata. I recenti appelli delle Nazioni Unite e di diversi governi europei puntano a un cessate il fuoco immediato e alla tutela della popolazione civile, gravemente colpita da settimane di raid e combattimenti.

Conclusioni provvisorie in un conflitto permanente

L’annuncio di Netanyahu è, da un lato, un segnale di apertura e, dall’altro, una conferma della linea dura che Israele continua a mantenere nei confronti di Hamas. Il futuro dell’accordo dipende ora dalla risposta – ancora incerta – del movimento islamista, mentre sul campo si continua a combattere.

In assenza di un’intesa concreta, la guerra resta la drammatica normalità. Ma ogni spiraglio di dialogo, per quanto fragile, può rappresentare un passo verso la fine di un conflitto che non conosce tregua.

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