MADRID – È stato assassinato a colpi d’arma da fuoco Andriy Portnov, noto avvocato e politico ucraino, ex braccio destro del presidente filorusso Viktor Yanukovich. L’uomo è stato colpito mortalmente nella cittadina di Pozuelo de Alarcón, nella comunità autonoma di Madrid, mentre si trovava nei pressi della Scuola Americana, dove stava accompagnando i figli.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dai media spagnoli, si tratterebbe di un agguato pianificato nei minimi dettagli. L’aggressore avrebbe atteso Portnov nei pressi dell’istituto scolastico per poi aprire il fuoco a distanza ravvicinata, colpendolo ripetutamente e lasciandolo privo di vita sul posto. Le autorità spagnole hanno immediatamente avviato un’indagine, mentre gli inquirenti non escludono alcuna pista, compresa quella politica o di intelligence.
Una figura controversa nella recente storia ucraina
Portnov, 50 anni, è stato un personaggio chiave nel panorama politico ucraino degli anni Duemila. Giurista raffinato, è noto per aver ricoperto ruoli di rilievo nel governo Yanukovich, in particolare come vice capo dell’amministrazione presidenziale e consigliere giuridico. Dopo la caduta del presidente nel 2014, in seguito alla rivoluzione di Maidan, Portnov si era trasferito all’estero, diventando figura controversa e sospettata per presunti contatti con ambienti legati al Cremlino.
Secondo fonti giornalistiche locali, negli ultimi anni i servizi segreti ucraini (SBU) avevano riaperto alcuni fascicoli a suo carico, monitorandolo per presunte attività di collaborazione o sostegno a interessi russi. Tuttavia, l’uomo non risultava formalmente accusato al momento della sua morte.
Un contesto geopolitico infuocato
L’assassinio di Portnov arriva in un momento estremamente delicato per gli equilibri internazionali. Proprio in queste ore, fonti diplomatiche citate da alcuni media internazionali riportano un crescente disaccordo all’interno del G7 rispetto alla formulazione di una nota ufficiale che dovrebbe esprimere “maggiore sostegno” all’Ucraina. Gli Stati Uniti, secondo quanto riferito, si sarebbero mostrati più prudenti rispetto ad altri alleati europei, suscitando perplessità e tensioni all’interno del vertice.
La guerra invisibile oltre il fronte
L’uccisione di una figura come Portnov, lontano migliaia di chilometri dalla linea del fronte, accende i riflettori su una guerra parallela fatta di dossier, spie e regolamenti di conti, che ormai si combatte anche nei salotti della diplomazia e nelle vie residenziali dell’Europa occidentale. Un conflitto che non ha più solo trincee visibili, ma che si insinua nei meccanismi della giustizia, della disinformazione e dei servizi segreti.
Le indagini della Polizia Nazionale spagnola, coordinate dall’antiterrorismo, sono ora concentrate nel ricostruire i movimenti delle ultime settimane di Portnov e individuare eventuali mandanti. Intanto, l’Ucraina osserva in silenzio: un altro nome, un’altra ombra lunga sulla guerra che non conosce confini.
