5 Ottobre 2026, lunedì
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Garlasco, svolta nel caso Poggi: “Impronta 33 appartiene ad Andrea Sempio”

Il procuratore di Pavia conferma: corrispondenza in 15 punti dattiloscopici sul palmo destro. La traccia fu rilevata nel 2007 sulle scale della villetta. Ora il fascicolo sull’amico di Marco Poggi torna sotto esame

PAVIA – A quasi diciassette anni dal delitto di Garlasco, emerge un nuovo elemento potenzialmente dirompente: l’impronta 33 – quella rinvenuta sulle scale che conducono al seminterrato della villetta in cui fu uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007 – appartiene ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.

A confermarlo ufficialmente è stato il procuratore della Repubblica di Pavia, Fabio Napoleone, in una nota che chiarisce le recenti indiscrezioni circolate sui media. La corrispondenza dell’impronta è stata stabilita grazie alle attuali tecnologie forensi, che hanno permesso un’analisi più avanzata rispetto al passato: “Sono stati individuati 15 punti di contatto dattiloscopico tra la traccia e il palmo destro di Sempio”, spiega il magistrato.

Una vecchia impronta, una nuova lettura

L’impronta era già nota sin dalle prime fasi dell’inchiesta. Fu evidenziata l’8 agosto 2007 dai Ris di Parma mediante l’applicazione di ninidrina, un reagente chimico che rende visibili le tracce latenti di sudore. La reazione richiede giorni: solo il 29 agosto fu possibile documentare la presenza della cosiddetta “impronta 33”, fotografata digitalmente. Una parte fu anche asportata con un bisturi sterile per ulteriori accertamenti.

Tuttavia, all’epoca, quella traccia fu giudicata inutilizzabile a fini identificativi. Solo oggi, alla luce di nuove tecnologie hardware e software, la Procura è riuscita ad attribuirla con certezza.

Il ritorno di un nome già noto: Andrea Sempio

Il nome di Andrea Sempio non è nuovo nell’ambito delle indagini. Già amico stretto di Marco Poggi, fratello di Chiara, era stato indagato e poi archiviato due volte nel corso degli anni. Ora, con la riattribuzione della famigerata impronta 33, il suo coinvolgimento torna sotto la lente degli inquirenti.

Non si tratta ancora di una riapertura formale del caso, ma il fascicolo a suo carico è ufficialmente oggetto di nuova attenzione investigativa. Si indaga per chiarire in che modo e in quale momento quella traccia possa essere stata lasciata nella casa della vittima, proprio vicino alla scena del delitto.

La Procura: “Imprecisioni sui media, necessarie precisazioni”

Il procuratore Napoleone ha anche voluto correggere alcune “imprecisioni e inesattezze” riportate sulla stampa negli ultimi giorni. In particolare, ha ribadito che l’impronta in questione è stata trattata correttamente sin dalle prime fasi dell’indagine, ma che solo oggi, grazie ai progressi tecnologici, è stato possibile identificarne l’origine.

Questo nuovo sviluppo riaccende i riflettori su uno dei cold case più discussi degli ultimi decenni in Italia. Dopo la definitiva condanna di Alberto Stasi a 16 anni per l’omicidio, nel 2015, la possibilità di un nuovo coinvolgimento o di altre responsabilità apre scenari complessi.

Un caso mai chiuso nell’opinione pubblica

Il delitto di Chiara Poggi è stato al centro di processi mediatici, discussioni giuridiche e battaglie tra perizie contrapposte. La nuova analisi dell’impronta 33, attribuita oggi con precisione ad Andrea Sempio, potrebbe rappresentare un tassello chiave nel riesame complessivo del caso, oppure sollevare nuovi interrogativi su come e quando quella presenza sia avvenuta.

Per ora, la Procura non esclude nulla: “Le indagini proseguono”, si limita a dire Napoleone. Ma dopo anni di silenzio, la vicenda di Garlasco è tornata, prepotentemente, al centro dell’attenzione.

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