3 Ottobre 2026, sabato
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Maxi-blitz a Sassari, smantellata rete criminale transnazionale: 30 arresti

L’organizzazione, composta da cittadini di origine nigeriana, operava tra Italia, Africa ed Europa: traffico internazionale di droga, tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione al centro dell’inchiesta della DDA di Cagliari

SASSARI – Un’operazione di vasta portata ha colpito al cuore una potente organizzazione criminale di matrice nigeriana attiva in Sardegna e con ramificazioni in tutta Italia e oltreconfine. La Polizia di Stato di Sassari, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, ha eseguito 30 fermi a carico di altrettanti soggetti, tutti indagati per associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, riciclaggio e tratta di esseri umani.

Il blitz, scattato all’alba, è il risultato di un’indagine complessa e di respiro internazionale che ha ricostruito l’operatività del gruppo, con base principale a Sassari e diramazioni operative a Cagliari, Genova, Isernia, Caserta, Verona, Siena e Terni. I contatti con l’estero si estendevano fino alla Nigeria, cuore nevralgico della struttura, e a Paesi come Mauritania, Francia, Olanda e Germania, segno di una rete sofisticata e perfettamente inserita nei circuiti del crimine organizzato globale.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione non si limitava al traffico di stupefacenti, gestito sia sul piano dell’importazione che della distribuzione locale, ma si occupava anche del riciclaggio di grandi quantità di denaro provenienti dalle attività illecite. A ciò si aggiungeva un filone ancor più drammatico e brutale: la tratta di esseri umani, finalizzata in particolare allo sfruttamento sessuale di giovani donne, molte delle quali ridotte in condizioni di schiavitù.

Le modalità operative rispecchiavano quelle delle cosiddette “mafie etniche”: gerarchie rigide, rituali d’ingresso, controllo violento del territorio e stretti legami con le organizzazioni criminali nigeriane, in particolare quelle attive nello stato di Edo, noto per essere un epicentro della tratta verso l’Europa.

La retata rappresenta un colpo decisivo contro un sodalizio criminale che da anni insidiava il tessuto urbano e sociale di diverse città italiane, alimentando un circuito di illegalità transnazionale che spaziava dal narcotraffico al controllo delle vittime di tratta.

L’operazione è ancora in corso per individuare ulteriori complici e assetti logistici. Un segnale forte da parte dello Stato, che conferma la linea dura contro le nuove mafie globalizzate.

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