4 Ottobre 2026, domenica
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Ue-Regno Unito, svolta dopo la Brexit: intesa storica su difesa, commercio e mobilità

Via libera unanime dei 27 Stati membri all’accordo con Londra. Collaborazione strategica su energia, sicurezza e accesso alle acque. Riparte il dialogo tra Bruxelles e la Gran Bretagna

LONDRA – A quattro anni dalla Brexit, Unione europea e Regno Unito tornano a parlarsi con una voce nuova e condivisa. I 27 Stati membri dell’Unione hanno approvato all’unanimità, tramite procedura scritta, un accordo quadro che segna una svolta nei rapporti con Londra, rilanciando un partenariato su più fronti: dalla sicurezza alla difesa, dal commercio alla mobilità giovanile, fino alla pesca e all’energia.

La firma dell’intesa è arrivata in occasione del vertice Ue-Regno Unito tenutosi oggi a Londra, ma il lavoro diplomatico che l’ha preceduta è stato tutt’altro che simbolico: negli ultimi giorni, i Rappresentanti Permanenti dei Paesi Ue (Coreper) hanno lavorato senza sosta, limando le ultime divergenze fino a raggiungere un’intesa a poche ore dall’incontro.

Si tratta del primo vero “reset” nei rapporti bilaterali post-Brexit, un passo sostanziale verso una nuova stagione di cooperazione tra Bruxelles e Londra, dopo anni segnati da tensioni, veti incrociati e isolamento strategico.

Cosa prevede l’accordo: difesa comune e pesca garantita fino al 2038

Il nuovo partenariato si fonda su sei pilastri:

  • Sicurezza e difesa: è il cuore dell’intesa. La Gran Bretagna, maggiore potenza militare del continente, tornerà a collaborare attivamente con l’Ue in missioni civili e militari, aprendo la strada a esercitazioni congiunte e scambi operativi. In cambio, Londra potrà accedere al Fondo europeo per il riarmo, un pacchetto da 150 miliardi di euro pensato per rafforzare le capacità comuni di deterrenza e intervento.
  • Commercio e misure sanitarie: viene definito un quadro stabile per le relazioni economiche, con particolare attenzione al settore agroalimentare. L’intesa prevede la riduzione delle barriere commerciali attraverso una cooperazione approfondita su standard sanitari e fitosanitari (SPS), limitando i danni delle precedenti guerre dei dazi.
  • Accesso alle acque e pesca: viene prorogato fino al 30 giugno 2038 il reciproco accesso alle acque territoriali per le attività di pesca, evitando l’incertezza delle trattative annuali e garantendo una cornice di stabilità agli operatori del settore.
  • Energia: il capitolo energetico prevede una maggiore integrazione dei mercati, con l’obiettivo di facilitare gli scambi di elettricità e promuovere sinergie nella transizione verde.
  • Mobilità giovanile e scambi accademici: sebbene i dettagli operativi siano ancora in fase di definizione, il documento apre alla ripresa di programmi di mobilità per studenti e giovani lavoratori, su base volontaria e reciprocamente vantaggiosa.
  • Cooperazione sanitaria: si consolida un coordinamento strutturato in materia di salute pubblica, con l’obiettivo di migliorare la prevenzione e la risposta comune alle emergenze sanitarie.

Una svolta politica ed economica

L’accordo segna un chiaro cambio di passo rispetto al clima post-Brexit, fatto di diffidenza e contrapposizione. Il Regno Unito, consapevole delle difficoltà legate all’isolamento strategico e all’instabilità commerciale, mostra ora apertura verso una rinnovata partnership continentale. Per Bruxelles, invece, il riavvicinamento con Londra rappresenta un’opportunità per rafforzare l’autonomia strategica europea in un contesto internazionale sempre più instabile.

Il vertice londinese, pur privo di enfasi retorica, apre la porta a una cooperazione pragmatica e duratura. È un’intesa che non cancella la Brexit, ma che ne supera le lacerazioni più profonde. E, soprattutto, che rilancia un dialogo essenziale in un’Europa che – tra guerre, crisi energetiche e sfide globali – non può permettersi divisioni.

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