6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaCronacaGassman contro Gallarate: “Via il nome di mio padre dal teatro che...

Gassman contro Gallarate: “Via il nome di mio padre dal teatro che ha ospitato l’ultradestra”

Il Remigration Summit accende la polemica. Alessandro Gassman attacca il sindaco leghista: “Mio padre aveva parenti uccisi dai nazifascisti, offeso il suo nome”

Gallarate (Varese) – “Togliete il nome di mio padre da quel teatro.” È una richiesta netta, senza margini di interpretazione, quella lanciata da Alessandro Gassman all’indirizzo del sindaco di Gallarate, Andrea Cassani (Lega), all’indomani del controverso Remigration Summit andato in scena il 17 maggio proprio nel Teatro Vittorio Gassman. Un evento che ha radunato esponenti dell’ultradestra europea e che ha visto la diffusione di tesi apertamente xenofobe e allarmistiche sulla cosiddetta “sostituzione etnica” nel continente.

L’attore e regista, figlio del celebre interprete cui è intitolato il teatro comunale, ha affidato a X (ex Twitter) il suo sfogo: un post diretto, tagliente, personale. “Caro sindaco – scrive – leggo che nel teatro intitolato a mio padre nella vostra cittadina è avvenuta la riunione internazionale dei partiti di estrema destra europei (neofascisti e nazisti). Se nelle sue intenzioni c’è quella di continuare a ospitare, in un luogo di cultura, manifestazioni con slogan razzisti e illiberali, le chiedo di togliere il nome di mio padre al suddetto teatro. Mio padre ebbe parenti deportati e uccisi dai nazifascisti. Grazie.”

Le parole di Gassman arrivano come una doccia fredda e aprono un caso politico e simbolico. L’attore non si limita a prendere le distanze, ma rifiuta che il nome del padre – icona del cinema, del teatro e dell’impegno civile – venga associato, anche solo indirettamente, a un raduno politico che si è svolto sotto l’egida della remigrazione, concetto caro a certe frange estreme della destra identitaria, che auspica il ritorno forzato nei paesi d’origine degli immigrati non europei.

Il Remigration Summit, organizzato da movimenti come Il Talebano (vicino a posizioni sovraniste e identitarie) e dalla formazione francese Les Identitaires, ha visto la partecipazione di sigle politiche di vari Paesi, tutte accomunate da una visione etno-nazionalista e da una retorica che rievoca, nei toni e nei contenuti, ideologie del passato.

Nessuna risposta ufficiale è finora arrivata dal sindaco Cassani, già noto per le sue posizioni di destra e per la difesa, anche in passato, di iniziative controverse sul piano culturale e sociale. Ma la richiesta di Gassman – supportata da molti utenti sui social – ha riacceso il dibattito sull’uso degli spazi pubblici e sul confine, spesso sottile, tra libertà d’espressione e legittimazione di idee che evocano ferite ancora aperte nella storia europea.

Nel frattempo, a Gallarate, ci si interroga sul valore simbolico del nome di un teatro. E se possa coesistere, senza contraddizioni, con eventi che contraddicono proprio quei valori di libertà, giustizia e memoria storica che Vittorio Gassman ha saputo incarnare nel corso della sua lunga carriera.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti