25 Settembre 2026, venerdì
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Caso Garlasco, nuove ombre dalle parole di Paola Cappa: “Smentì la gemella Stefania”

Nel cuore del giallo sulla morte di Chiara Poggi, riemergono vecchi messaggi e contraddizioni familiari. Intanto, Andrea Sempio conferma: “Quel tema sul delitto? Un semplice esercizio di giornalismo”.

A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, assassinata a Garlasco il 13 agosto 2007, la vicenda continua a generare domande e alimentare nuove piste interpretative. Gli ultimi elementi emersi – tra conversazioni, etichette vocali e vecchi temi scolastici – accendono i riflettori su Paola Cappa, cugina della vittima e sorella di Stefania, figura chiave per le dichiarazioni rilasciate all’epoca dell’indagine.

A parlare è Francesco Chiesa Soprani, ex manager nel mondo dello spettacolo, in un’intervista rilasciata a La Repubblica. Al centro della discussione, alcuni messaggi audio di Paola Cappa, archiviati da Chiesa Soprani con etichette digitali denominate “fotografie memo”. Una di queste portava il titolo “Incastrare Stasi” – frase che ha attirato l’attenzione degli inquirenti. “Ma è stata fraintesa”, ha chiarito Chiesa Soprani. “Chi ha ripreso quell’espressione si è basato sul titolo che avevo dato io a una vocale: era solo un’indicazione interna, non una dichiarazione.”

Tuttavia, il contenuto delle conversazioni resta rilevante: secondo quanto riferito, Paola Cappa avrebbe smentito alcuni passaggi della narrazione della gemella Stefania, in particolare sul rapporto tra le sorelle Cappa e Chiara Poggi. Una divergenza che non è nuova: già nel 2007, nel corso degli interrogatori, le versioni delle due gemelle apparvero dissonanti.

Due sorelle, due racconti diversi
Stefania Cappa raccontò agli investigatori di un legame molto stretto con Chiara, quasi simbiotico: “Eravamo solite confidarci ogni minima cosa”, dichiarò, sottolineando come la loro frequentazione si fosse intensificata nella primavera del 2007, con telefonate quasi settimanali.

Diversa la versione di Paola: un rapporto più distaccato, e una descrizione di Chiara come una ragazza introversa, taciturna, poco incline ai rapporti sociali. “Dovevamo coinvolgerla anche nei giochi da bambine”, raccontò. Una distanza relazionale che Paola associava anche a esigenze diverse cresciute nel tempo.

Il “tema” di Sempio sul delitto Poggi: un esercizio, non un indizio
Nel frattempo, si torna a parlare anche di Andrea Sempio, amico di Chiara e in passato brevemente coinvolto nelle indagini come ipotetico sospettato. A riemergere è un tema sul caso Garlasco scritto da Sempio durante un corso di giornalismo frequentato tra il 2014 e il 2015 alla Fondazione Le Vele di Pavia. Nulla di sospetto, chiarisce la sua ex docente, la giornalista Maria Fiore:

“Andrea era un ragazzo molto introverso, ma tra i migliori del corso. Parlammo del caso Poggi in aula, come spesso accade nei percorsi giornalistici. Quel tema era parte di un’esercitazione”.

Anche l’avvocata Angela Taccia, legale di Sempio, ha confermato la linearità della vicenda:

“Quel compito non ha nulla di oscuro. Era un esercizio proposto a più corsi, un lavoro teorico su un fatto di cronaca noto a tutti”.

Il documento originale, però, non è stato ancora ritrovato. Potrebbe essere stato scritto a mano, secondo l’insegnante, e mai digitalizzato. Resta, quindi, un altro dettaglio sospeso nella rete già intricata del caso.

Una verità che si frammenta
Quel che emerge con chiarezza è un nuovo tassello nella costruzione di memorie discordanti e relazioni familiari complesse. Se da una parte le parole di Paola Cappa sembrano scalfire l’immagine di armonia descritta da Stefania, dall’altra non sembrano emergere elementi concretamente nuovi per riaprire le indagini. Ma ogni voce, ogni ricordo dissonante, contribuisce ad aggiungere sfumature a una storia che continua a interrogare il Paese.

La giustizia, intanto, ha già condannato Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi, a 16 anni per omicidio. Ma la cronaca – e il dubbio pubblico – continuano a tenere viva l’attenzione su uno dei misteri più discussi dell’Italia contemporanea.

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