NAPOLI — Diego Armando Maradona torna a illuminare Napoli, stavolta non sul prato verde del San Paolo ma tra le sale di uno dei palazzi più suggestivi della città. Sabato 17 maggio apre ufficialmente al pubblico il “D10s Museum”, un museo temporaneo interamente dedicato al Pibe de Oro, allestito nello storico Palazzo della Nunziatura Apostolica in via Toledo 352. L’iniziativa, ideata e promossa da Piazza Italia, si inserisce nel programma del Maggio dei Monumenti e promette di essere una delle tappe più emozionanti per i napoletani e per chiunque porti nel cuore il nome di Maradona.
A pochi metri dal museo ufficiale permanente, il nuovo spazio espositivo sarà visitabile fino al 17 giugno e si propone come un percorso immersivo, dove passione, memoria e identità partenopea si fondono in un racconto emotivo e viscerale. Il mito, insomma, diventa materia viva, da toccare e rivivere.
Il cuore dell’esposizione: il piede sinistro del D10s
Tra memorabilia e installazioni, il pezzo forte sarà un oggetto quasi mistico: l’impronta del piede sinistro di Maradona, resa disponibile grazie alla collaborazione con Stefano Ceci, storico manager e amico intimo del campione argentino, nonché custode della sua eredità materiale e affettiva. Sarà proprio Ceci ad accogliere i visitatori nel giorno dell’apertura, condividendo aneddoti esclusivi e ricordi personali di Diego, in una narrazione che va oltre la cronaca sportiva per diventare racconto umano e collettivo.
Un museo tra sacro e popolare
Il “D10s Museum” è strutturato in due ambienti: una prima sala dedicata al merchandising ufficiale ed esclusivo, pensato per i collezionisti e i fan, e una seconda interamente destinata all’esposizione museale, dove si snoda il percorso visivo e sensoriale tra i momenti più significativi della carriera di Maradona, dalla maglia del Napoli agli scarpini, passando per fotografie storiche e contributi multimediali.
Un simbolo che unisce
L’evento non è solo una mostra: è una dichiarazione d’amore collettiva. Con questa iniziativa, Piazza Italia intende riannodare il filo tra cultura popolare e patrimonio storico, ricordando che a Napoli i simboli vivono tanto nei palazzi nobiliari quanto nei vicoli, nei cori dello stadio come nei salotti. Maradona, in questo contesto, non è solo un ex calciatore: è una figura iconica, quasi sacra, capace di incarnare l’identità di un popolo che l’ha adottato come figlio e ne ha fatto leggenda.
Nel cuore della città che più di tutte ha saputo amarlo, Diego torna a farsi abbracciare, in un luogo dove storia, sport e spirito napoletano si intrecciano in un omaggio che non è nostalgia, ma celebrazione viva di un’eredità che continua a pulsare.
