6 Ottobre 2026, martedì
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Strage di Monreale, arrestato anche il secondo killer: incastrato da una foto sui social

Mattias Conti, 19 anni, si è consegnato ai carabinieri: avrebbe sparato sulla folla durante la rissa in cui persero la vita tre giovani. Decisiva l’immagine pubblicata dalla fidanzata di una vittima.

PALERMO – Un altro tassello si aggiunge all’inquietante mosaico della strage di Monreale. Mattias Conti, 19 anni, è stato arrestato con l’accusa di concorso in strage per la sparatoria avvenuta la notte del 27 aprile, in cui persero la vita Massimo Pirozzo, Andrea Miceli e Salvatore Turdo. Originario del quartiere Zen di Palermo, il giovane è il terzo ad essere coinvolto nell’inchiesta e, secondo gli inquirenti, sarebbe uno dei due ragazzi che ha materialmente aperto il fuoco sulla folla.

Conti si è presentato spontaneamente nella caserma dei carabinieri, accompagnato dal proprio legale. La svolta nelle indagini è arrivata grazie a un’immagine pubblicata sui social dalla fidanzata di una delle vittime: nella foto, Conti indossava lo stesso abbigliamento già immortalato dalle telecamere di videosorveglianza durante la notte della tragedia. Un dettaglio che ha permesso agli investigatori di completare il quadro probatorio nei suoi confronti.

Le accuse nei suoi confronti sono pesantissime: concorso in strage, lesioni personali aggravate, detenzione illegale di arma da fuoco e porto abusivo. Con lui salgono a tre i giovani formalmente coinvolti nella vicenda: un altro 19enne, già detenuto con la stessa imputazione, e un 18enne che risponde anch’egli di concorso in strage.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dalla Procura di Palermo, la notte del 27 aprile è degenerata in tragedia durante una rissa scoppiata in strada. In quel clima di tensione e violenza, sarebbero partiti diversi colpi di pistola, sparati a bruciapelo. Tre giovani sono caduti sotto i proiettili, in un’escalation di brutalità che ha sconvolto l’intera comunità.

Intanto, il dolore delle famiglie non conosce tregua. In particolare, a scuotere l’opinione pubblica è stato l’appello lanciato in lacrime dal fratello di una delle vittime: “Chiedo giustizia, ma anche silenzio e rispetto per il nostro dolore. Non possiamo accettare che chi ha tolto la vita a mio fratello resti impunito”.

Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio e accertare eventuali ulteriori responsabilità. La procura non esclude che altri soggetti possano aver avuto un ruolo attivo o di supporto nella notte della strage. Sullo sfondo, resta la ferita aperta di un episodio che, ancora una volta, riporta sotto i riflettori le tensioni sociali e le dinamiche criminali che attraversano alcune periferie urbane.

Una carneficina figlia di odio, imprudenza e violenza gratuita. Una tragedia che chiede giustizia, ma anche memoria.

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