“Di fronte alle difficoltà, l’Europa non può permettersi di arretrare”. È un richiamo fermo, lucido e carico di responsabilità quello lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per i 75 anni della Dichiarazione di Schuman e i 70 anni della Dichiarazione di Messina, due atti fondativi dell’integrazione europea.
Nel suo intervento, Mattarella ha voluto sottolineare “la necessità di non indietreggiare davanti ai pericoli che minacciano il progetto europeo”, ribadendo che “solo attraverso sforzi creativi e proporzionati alla gravità delle sfide che abbiamo di fronte, potremo preservare l’ideale di un’Europa forte, giusta e pacifica, baluardo di speranza per le generazioni future”.
Un appello che arriva in un momento cruciale per l’Unione Europea, chiamata a confrontarsi con crisi internazionali, tensioni geopolitiche, transizioni energetiche e digitali, e crescenti spinte populiste. Mattarella ha richiamato lo spirito visionario dei padri fondatori dell’Europa unita, invitando le istituzioni e i cittadini europei a non disperdere l’eredità politica e morale di quegli ideali.
La Dichiarazione Schuman del 1950, che segnò l’avvio della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, e la Conferenza di Messina del 1955, da cui prese slancio la successiva firma dei Trattati di Roma, rappresentano – ha ricordato il Capo dello Stato – “le fondamenta di un progetto storico che ha garantito al nostro continente decenni di pace, progresso e cooperazione”.
Il Presidente ha poi sottolineato come “il compito attuale sia quello di rafforzare l’unità, non solo economica ma anche politica e sociale dell’Unione, trasformando la complessità delle sfide in un’occasione per rilanciare il protagonismo dell’Europa sulla scena globale”.
Mattarella non ha nascosto le difficoltà del momento, ma ha insistito sulla necessità di affrontarle con coraggio, coesione e visione strategica. “L’Europa non è un dato acquisito, ma una costruzione da rinnovare ogni giorno, alimentata dalla volontà comune di pace, libertà e solidarietà”, ha concluso.
Un messaggio che suona anche come monito, a poche settimane dalle elezioni europee: il futuro dell’Unione non è scontato, ma è ancora – e più che mai – una scelta da compiere.
