25 Ottobre 2026, domenica
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Tragedia a Reggio Emilia: 21enne investito da un bus il primo giorno di lavoro

Aveva lasciato il Pakistan per costruirsi un futuro in Italia. Dopo anni di sacrifici, aveva appena trovato un impiego regolare. Il sogno si è infranto in un tragico incidente.

Reggio Emilia – Un sogno appena iniziato si è spezzato all’alba del primo giorno di lavoro. Un giovane di 21 anni, di origini pakistane e residente a Reggio Emilia, ha perso la vita dopo essere stato travolto da un autobus mentre si spostava in monopattino per raggiungere la sua nuova occupazione.

A raccontare la vicenda, carica di dolore e speranza infranta, è il cugino del ragazzo, intervistato dalla Gazzetta di Reggio. «Era felicissimo, finalmente aveva un contratto regolare dopo anni di lavori saltuari», ha detto. Il giovane era arrivato in Italia due anni fa grazie al ricongiungimento familiare con il padre e i due fratelli, di 23 e 26 anni, già stabiliti nel Paese. Viveva con il padre, che nel frattempo aveva acquistato casa e avviato le pratiche per portare anche il resto della famiglia dal Pakistan.

Il 21enne stava per iniziare a lavorare in un’autofficina gestita da connazionali. Aveva deciso di mettere da parte i social network – aveva cancellato TikTok e altri account – per concentrarsi completamente sul lavoro e ottenere la patente di guida. «Era determinato a costruirsi un futuro – ha aggiunto il cugino – per lui era davvero un nuovo inizio».

Ma quella mattina il destino ha avuto altri piani. L’incidente è avvenuto poco prima che iniziasse il suo primo turno. Le dinamiche precise sono ancora al vaglio delle autorità, ma secondo quanto riportato, il giovane è stato travolto da un autobus mentre si trovava in sella a un monopattino.

«Abbiamo contattato un avvocato – ha spiegato ancora il cugino – ma non accusiamo nessuno. Siamo consapevoli che l’autista non l’ha fatto apposta. È stata una tragica fatalità. Il dolore è immenso, ma non abbiamo desiderio di vendetta».

Il dramma ha scosso profondamente la comunità pakistana di Reggio Emilia e chi conosceva la famiglia, descritta come laboriosa e desiderosa di integrarsi. In pochi anni avevano raggiunto una fragile ma significativa stabilità: il padre lavorava, i fratelli erano impiegati tra Campogalliano e Sassuolo, e il giovane aveva finalmente trovato un’occasione per emergere.

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