4 Ottobre 2026, domenica
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Trump apre a una tregua commerciale: “Ridurrò i dazi alla Cina, ma non a zero”

Mentre il FMI taglia le stime di crescita per USA e Cina, il presidente americano ammette gli effetti negativi della guerra dei dazi. Powell resta al suo posto. Xi Jinping: “Le guerre commerciali minano l’ordine globale”.

Washington – Dopo mesi di tensioni e dichiarazioni incendiarie, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ammorbidisce parzialmente la sua linea sui dazi contro Pechino, pur ribadendo che non li azzererà. Una mossa che segna un potenziale cambio di passo nella lunga e complessa guerra commerciale tra le due superpotenze.

Parlando dallo Studio Ovale, Trump ha ammesso con insolita franchezza che “gli effetti negativi” della guerra commerciale “si sentiranno per un po’ negli Stati Uniti”, confermando implicitamente le preoccupazioni sollevate dal Fondo Monetario Internazionale. L’FMI, infatti, ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per entrambe le economie – americana e cinese – attribuendo il rallentamento proprio alla tensione sui dazi.

Nonostante le recenti critiche pubbliche rivolte al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, Trump ha escluso un suo allontanamento: “Non ho alcuna intenzione di licenziarlo”, ha dichiarato, provando a rassicurare i mercati e gli osservatori internazionali, sempre più inquieti dalla volatilità delle sue scelte economiche.

Musk si defila, Bessent invoca tregua
Nel frattempo, Elon Musk ha fatto sapere che da maggio ridurrà il suo impegno nei rapporti con l’amministrazione per concentrarsi su Tesla, la cui redditività ha subito un duro colpo: nel primo trimestre del 2025, gli utili sono crollati del 71%, fermandosi a 409 milioni di dollari.

A lanciare un messaggio chiaro sul fronte delle relazioni internazionali è stato anche il segretario al Tesoro Scott Bessent. Intervenendo a un evento privato organizzato da JPMorgan Chase – secondo quanto riportato dalla CNN – ha definito “insostenibile” lo stallo commerciale tra Washington e Pechino, auspicando una de-escalation. “Serve un commercio equo, e la Cina deve fare la sua parte riequilibrando la propria economia”, ha aggiunto.

Xi Jinping: “Le guerre commerciali danneggiano tutti”
Sul versante cinese, il presidente Xi Jinping è tornato a condannare le guerre tariffarie, definendole dannose non solo per i paesi coinvolti ma per l’intero sistema multilaterale. Durante un incontro ufficiale a Pechino con il presidente azero Ilham Aliyev, Xi ha ribadito che “le guerre tariffarie minano i diritti e gli interessi legittimi di tutti i Paesi, danneggiano il sistema commerciale multilaterale e compromettono l’ordine economico mondiale”.

Xi ha sottolineato la volontà della Cina di cooperare a livello internazionale, rafforzando i meccanismi guidati dall’ONU e tutelando “l’equità e la giustizia globale” attraverso il diritto internazionale.

Verso una nuova fase?
Le dichiarazioni di Trump lasciano intravedere uno spiraglio verso un possibile alleggerimento delle tensioni, ma non senza condizioni. L’amministrazione americana sembra voler mantenere un margine di pressione su Pechino, usando i dazi come leva negoziale, piuttosto che come strumento di rottura definitiva.

La sfida ora si gioca su un equilibrio delicato: evitare una nuova escalation, salvaguardare gli interessi economici nazionali e, al contempo, mantenere credibilità su scala globale. La strada per la distensione è ancora lunga, ma i toni sembrano – almeno per ora – meno bellicosi.

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