6 Ottobre 2026, martedì
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Camorra e affari d’oro a Fuorigrotta

smantellati due clan tra droga, ormeggi e parcheggi abusivi

Un duro colpo alla camorra napoletana è stato inferto all’alba dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 24 persone. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea e disposta dal GIP del Tribunale di Napoli, ha interessato due storici clan attivi nella zona occidentale del capoluogo campano: i “Troncone” e i “Frizziero”.

L’indagine, durata tre anni e condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ha svelato una fitta rete di attività illecite, che spaziavano dal traffico di droga alla detenzione di armi, dalle estorsioni al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Non solo: gli uomini dei clan avevano messo le mani anche sul controllo dei parcheggiatori abusivi e degli ormeggiatori, percependo somme settimanali in cambio del “permesso” di esercitare tali attività, anch’esse illegali, sul territorio controllato.

In particolare, l’organizzazione legata alla famiglia Troncone — egemone nella zona di Fuorigrotta — ha mostrato una spiccata capacità di reinvestire i profitti criminali. Parte dei proventi, infatti, venivano utilizzati per l’acquisto di imbarcazioni intestate fittiziamente a terzi. Questi natanti venivano poi noleggiati attraverso una società operante a Nisida, nella quale risultavano coinvolti sia la titolare dell’impresa che il marito, quest’ultimo in qualità di intermediario. Per entrambi è scattata la misura interdittiva del divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale, mentre i mezzi nautici sono stati sottoposti a sequestro preventivo.

Ma le sorprese non finiscono qui. Gli inquirenti hanno anche documentato l’ingresso illecito di telefoni cellulari all’interno di alcune strutture detentive. Tramite questi dispositivi, i vertici dei clan – nonostante fossero ristretti in carcere – riuscivano a impartire ordini per la gestione degli affari all’esterno, confermando il livello di pervasività e controllo delle organizzazioni mafiose.

Delle 24 persone coinvolte, 15 sono finite in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 3 sono state colpite da misure interdittive nei confronti delle attività imprenditoriali. Tutti sono attualmente indagati e, come previsto dalla legge, sono da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva.

L’operazione segna un passo importante nella lotta contro la criminalità organizzata partenopea, evidenziando ancora una volta quanto la camorra sappia diversificare i propri interessi, infiltrandosi non solo nei tradizionali circuiti criminali, ma anche in settori insospettabili dell’economia locale.

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