Pechino: “Washington faccia un passo vero, via tutti i dazi”
Il Ministero del Commercio cinese invita gli Stati Uniti ad abbandonare una volta per tutte le politiche protezionistiche: “Serve rispetto reciproco, non misure unilaterali”
La Cina alza la voce e, con toni decisi, chiede agli Stati Uniti di rimuovere completamente i dazi imposti nell’ambito della lunga guerra commerciale tra le due potenze. L’appello arriva all’indomani dell’annuncio di Washington su una parziale esenzione dalle tariffe doganali per alcuni beni di elettronica di consumo, tra cui smartphone, laptop e altri dispositivi. Un gesto che, secondo Pechino, rappresenta soltanto un “piccolo passo” nella direzione giusta, ma insufficiente per sanare anni di tensioni e scontri economici.
“Esortiamo gli Stati Uniti a fare un grande passo avanti per correggere i propri errori”, ha dichiarato con fermezza un portavoce del Ministero del Commercio cinese, invitando l’amministrazione americana ad “annullare completamente la pratica errata dei dazi reciproci” e a “tornare sulla giusta strada del rispetto e del dialogo bilaterale”.
Secondo Pechino, le esenzioni parziali decise da Washington, seppur accolte con cautela, non segnano un vero cambio di rotta nella politica commerciale statunitense, ancora intrisa – secondo la narrativa cinese – di misure unilaterali, punitive e contrarie ai principi del libero scambio. La Cina, pur riservandosi di “valutare l’impatto” della mossa americana, lascia intendere che la pazienza potrebbe avere un limite.
Il messaggio rivolto agli Stati Uniti è chiaro: basta manovre simboliche, serve un ripensamento strutturale della strategia commerciale, che metta fine alla spirale di ritorsioni che da anni pesa sugli scambi internazionali.
Nel mirino di Pechino ci sono soprattutto le tariffe imposte durante l’amministrazione Trump e in parte mantenute anche sotto la presidenza Biden. Tasse doganali che colpiscono beni per centinaia di miliardi di dollari, danneggiando filiere globali e alimentando incertezza nei mercati.
Questa nuova dichiarazione si inserisce in un contesto delicato: da un lato, l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti potrebbe influenzare le scelte di politica economica di Washington; dall’altro, la Cina mira a presentarsi come attore responsabile, promotore di stabilità e apertura, nel tentativo di rafforzare il proprio ruolo nei mercati internazionali.
Ma dietro l’appello al “rispetto reciproco”, si intravede anche un messaggio più strategico: la Cina chiede di uscire dalla logica del confronto e del contenimento, auspicando – non senza pressioni – il ritorno a un rapporto commerciale più prevedibile, multilaterale e vantaggioso per entrambe le parti.
Resta ora da vedere se e come gli Stati Uniti risponderanno, e se il “piccolo passo” evocato da Pechino sarà il preludio di una reale distensione o solo l’ennesimo episodio in una guerra economica ancora ben lontana dalla fine.
