11 Giugno 2026, giovedì
HomeItaliaCronacaMilano in Fiamme: Corteo pro Palestina Degenera in Scontri e Vandalismi

Milano in Fiamme: Corteo pro Palestina Degenera in Scontri e Vandalismi

Alta tensione in città: sette fermati, vetrine distrutte e scritte shock contro il governo. La miccia accesa da un'identificazione di polizia.

Milano, sabato pomeriggio. Un corteo pro Palestina, nato con l’intento di sostenere la causa palestinese, si è rapidamente trasformato in un teatro di scontri violenti, vandalismi e tensioni con le forze dell’ordine. Il tutto nel cuore della città, tra piazzale Baiamonti e piazzale Lagosta, dove la situazione è degenerata nel giro di pochi minuti.

A far esplodere il caos, secondo quanto riferito da testimoni, sarebbe stata l’identificazione di alcuni manifestanti da parte della polizia. Un gesto che ha innescato la reazione immediata di un gruppo più radicale, con fumogeni, cori ostili e lanci di bottiglie contro gli agenti in assetto antisommossa.

Vetrine distrutte, slogan violenti e tensione alle stelle

Il corteo, che vedeva la partecipazione di centinaia di attivisti, si è distinto in più tronconi. Dietro lo striscione degli antagonisti, alcuni manifestanti a volto coperto con passamontagna neri hanno messo in atto una vera e propria azione di devastazione: vetrine di banche infrante, un bancomat distrutto e un supermercato danneggiato. Il tutto sotto gli occhi increduli dei passanti.

A rendere il clima ancora più incandescente, una scritto offensiva e minacciosa comparsa sulla vetrina di una banca:

“Spara a Giorgia”,
una frase inequivocabilmente indirizzata alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un gesto che ha suscitato immediata condanna bipartisan e potrebbe configurarsi come istigazione alla violenza.

La reazione delle forze dell’ordine: sette fermati

Le forze dell’ordine sono intervenute in più momenti per contenere la frangia più violenta del corteo. A seguito dei tafferugli, sono almeno sette i manifestanti fermati e portati via per accertamenti. Tra questi, anche una ragazza il cui fermo avrebbe rappresentato la miccia definitiva dell’escalation.

In segno di protesta, altri attivisti hanno formato un presidio spontaneo nelle stesse zone del corteo, chiedendo a gran voce la liberazione dei fermati, urlando slogan in più lingue, tra cui il francese:

“Tout le monde déteste la police” (“Tutti odiano la polizia”).

Una riflessione doverosa: la protesta e i suoi limiti

Ciò che doveva essere una manifestazione di solidarietà per il popolo palestinese si è trasformata in un campo di battaglia urbano, con episodi che rischiano di offuscare le motivazioni originarie del corteo. La presenza di gruppi violenti all’interno di manifestazioni pacifiche è un tema che ritorna ciclicamente, con il rischio di danneggiare sia la causa che l’immagine del movimento.

Le indagini

Le autorità stanno ora visionando i filmati delle telecamere di sorveglianza per identificare ulteriori responsabili degli atti vandalici e della scritta minatoria. Non si escludono denunce per danneggiamento aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e incitamento alla violenza.

Reazioni politiche

Immediate le reazioni dal mondo politico. Esponenti della maggioranza hanno condannato duramente la scritta contro Giorgia Meloni, definendola un “atto eversivo”. Dall’opposizione, pur esprimendo solidarietà alla causa palestinese, arriva la ferma condanna per ogni forma di violenza e vandalismo.

In attesa di sviluppi

La situazione a Milano resta tesa. Le forze dell’ordine mantengono un presidio nelle zone interessate dagli scontri, mentre si temono nuovi focolai di tensione nelle prossime ore

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti