Centro storico sotto assedio: sgominato un punto di spaccio grazie a un’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia
Un pomeriggio movimentato quello di mercoledì 9 aprile 2025 a Sora, dove è andata in scena un’operazione antidroga che ha visto scendere in campo le forze congiunte dei Carabinieri della Compagnia di Sora e degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza. L’obiettivo: colpire un’attività di spaccio nel centro storico cittadino, segnalata da tempo dai residenti, esasperati da presenze sospette e traffici continui nei pressi del colle di San Casto.
A dare il via all’inchiesta sono state proprio le numerose segnalazioni dei cittadini, che avevano denunciato alle forze dell’ordine la presenza frequente di individui con atteggiamenti sospetti nei vicoli e nelle stradine che circondano il centro. Un’area storica che, da luogo di cultura e bellezza, rischiava di diventare teatro quotidiano di degrado.
Appostamenti, pedinamenti e videoriprese: così è stato colto in flagrante lo spaccio
La risposta delle forze dell’ordine non si è fatta attendere. Nelle prime ore del pomeriggio è scattato un servizio coordinato di osservazione, controllo e pedinamento messo in atto dalla Sezione Anticrimine del Commissariato di Sora, insieme al Nucleo Operativo e Radiomobile dell’Arma dei Carabinieri. In campo circa dieci operatori tra agenti e militari, supportati dalle Volanti e dalle pattuglie delle stazioni di Vicalvi e Sora.
Le forze dell’ordine hanno sorvegliato l’area sospetta fino a individuare due giovani — un italiano di 25 anni e un diciannovenne di origine tunisina — notati in piena attività: preparavano e cedevano hashish a due acquirenti locali. L’intera scena è stata documentata con videoriprese, utili a incastrare gli spacciatori anche in sede giudiziaria.
Il nascondiglio della droga e del materiale per il confezionamento era stato individuato in un edificio fatiscente e pericolante, poco distante dal luogo dello scambio.
Arrestati due spacciatori, segnalati gli assuntori
L’operazione è culminata con l’arresto dei due pusher, mentre gli acquirenti – due giovani sorani – sono stati segnalati alla Prefettura di Frosinone per la violazione dell’articolo 75 del D.P.R. 309/90. Gli assuntori sono stati trovati in possesso di cinque dosi di hashish già pronte all’uso, mentre agli arrestati sono stati sequestrati circa 55 euro in contanti, probabile provento dell’attività di spaccio.
Vista la pericolosità dell’edificio adibito a deposito della droga, si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco di Sora per l’accesso in sicurezza. All’interno sono stati recuperati altri materiali idonei al confezionamento delle dosi, a conferma della natura abituale dell’attività.
Bonificata l’area, la refurtiva ora al vaglio dell’autorità giudiziaria
Contestualmente, è stato richiesto anche l’intervento dell’Ufficio Ambiente del Comune di Sora, per la bonifica dell’area, diventata punto di ritrovo per consumatori abituali di stupefacenti.
Al termine dell’operazione, la droga e il materiale sequestrato sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria e amministrativa. Il denaro è stato invece depositato su libretto postale in attesa di ulteriori disposizioni. I due arrestati, su ordine della Procura della Repubblica di Cassino, sono stati tradotti presso il carcere della città, in attesa dell’udienza di convalida.
Collaborazione e prevenzione: la sicurezza si costruisce insieme
L’operazione, oltre al risultato repressivo, ha una forte valenza simbolica: testimonia come la sinergia tra cittadini e forze dell’ordine possa generare risultati concreti e incisivi. La collaborazione tra Carabinieri e Polizia ha infatti permesso non solo di fermare l’attività di spaccio, ma anche di ridare sicurezza e dignità a una parte storica della città, spesso abbandonata a sé stessa.
Un lavoro di squadra, attento e ben coordinato, che dimostra ancora una volta come la lotta alla droga non sia solo questione di repressione, ma anche di presidio del territorio, ascolto della comunità e interventi mirati.
La città di Sora ha lanciato un segnale chiaro: non c’è spazio per la criminalità, nemmeno tra i suoi vicoli più antichi.
