Il volto noto e il pretesto ingannevole
È il pomeriggio del 24 marzo 2025 quando un uomo si presenta alla porta di un’anziana di 87 anni a Vigliano Biellese. La scusa sembra innocente: ha bisogno di qualche intervento sartoriale. La donna, che lo riconosce come un volto noto, non ha motivo di dubitare e lo lascia entrare. La sua casa è da tempo un rifugio tranquillo, dove si dedica con passione a piccoli lavori di cucito. Ma quella fiducia si rivelerà un tragico errore.
L’aggressione brutale
Una volta all’interno, la situazione cambia rapidamente. L’uomo avanza una richiesta di denaro. Al rifiuto dell’anziana, esplode una violenta colluttazione. L’aggressore la spinge a terra con forza, facendole battere la testa contro il pavimento, poi la colpisce ripetutamente con un coltello al collo e al torace. Prima di fuggire, le ruba il telefono cellulare e del denaro contante, dileguandosi a piedi per le strade del paese.
Poco dopo, un familiare entra nell’abitazione e trova la donna in fin di vita. I soccorsi sono immediati e la vittima viene trasportata d’urgenza all’ospedale di Biella-Ponderano, dove viene ricoverata in gravi condizioni.
L’indagine: una corsa contro il tempo
I Carabinieri della Stazione di Vigliano Biellese, insieme al Nucleo Investigativo di Biella, avviano subito un’indagine serrata. Le testimonianze raccolte — compresa quella, preziosissima, della stessa vittima che, seppur in stato confusionale, riesce a fornire informazioni fondamentali a un parente — permettono di restringere il campo dei sospetti. Il cerchio si chiude su quattro persone.
Determinanti, poi, si rivelano l’analisi dei tabulati telefonici dell’anziana, che evidenziano contatti recenti con uno dei sospettati, e le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunale. In alcuni frame, l’uomo viene ripreso nei pressi dell’abitazione della vittima in orari perfettamente compatibili con quelli dell’aggressione.
L’arresto: colto a bordo della sua auto-dimora
Il 1° aprile 2025, le forze dell’ordine rintracciano il sospetto a Biella, a bordo della sua automobile, che risulta essere anche il suo domicilio di fortuna. Si tratta di P.V., cittadino ucraino, classe 2005, residente formalmente in provincia di Vercelli ma, di fatto, senza fissa dimora e disoccupato. Nonostante l’assenza di precedenti penali, le prove raccolte contro di lui sono schiaccianti.
Condotto presso gli uffici del Nucleo Investigativo e assistito dal suo legale, l’uomo confessa le proprie responsabilità. Il Procuratore Capo della Repubblica di Biella, Dr. Ruggero Mauro Crupi, concordando con gli esiti dell’indagine e rilevando un concreto pericolo di fuga, dispone il fermo di indiziato di delitto e la sua immediata traduzione presso la casa circondariale di Biella.
Le accuse sono pesanti: rapina aggravata e tentato omicidio, alla luce delle ferite gravissime inferte alla vittima. Il fermo viene convalidato dal G.I.P. il 4 aprile successivo.
Un caso che scuote la comunità
La vicenda ha profondamente colpito la comunità di Vigliano Biellese, solitamente tranquilla. Il gesto di violenza estrema, consumato all’interno delle mura domestiche di una donna anziana e vulnerabile, pone l’accento sull’importanza della solidarietà e della vigilanza collettiva, specialmente verso le fasce più fragili della popolazione.
Grazie alla tempestività delle forze dell’ordine e alla determinazione investigativa, si è riusciti ad assicurare alla giustizia l’autore di un atto tanto vile quanto feroce. Resta ora da sperare che la vittima, simbolo di coraggio e resistenza, possa trovare la forza di riprendersi.
