I dazi del 20% voluti da Donald Trump sui prodotti agroalimentari Made in Italy hanno un impatto diretto sulle tasche dei consumatori americani e sul destino delle aziende italiane. Secondo le stime di Coldiretti, l’adozione di queste tariffe comporterà un incremento dei costi per i consumatori statunitensi pari a 1,6 miliardi di dollari, con il rischio concreto di una diminuzione delle vendite, che danneggerà gravemente il settore agroalimentare italiano. L’effetto immediato sarà una distorsione del mercato, favorendo l’ascesa delle imitazioni dei prodotti italiani, ossia il fenomeno del “food Italian sounding”, che si sta diffondendo sempre più negli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato extra-UE per l’export calabrese in vari settori, tra cui olio extravergine, vino, formaggi, conserve e pasta, con una quota che nel 2023 ha raggiunto il 9,36% delle esportazioni. In particolare, il settore agroalimentare ha registrato un valore di oltre 28 milioni di euro nel 2023, con un trend di crescita costante dal 2021. Tuttavia, l’imposizione di questi dazi minaccia non solo il mercato diretto, ma anche l’indotto legato alla logistica, alle attività promozionali e al marketing, che contribuiscono significativamente all’economia calabrese.
Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, sottolinea che “questo valore economico non può svanire” e rivendica la forza della tradizione e della qualità che caratterizzano i prodotti italiani. Secondo Aceto, il vero punto di forza dell’Italia non è replicabile in altre parti del mondo, e la qualità delle nostre produzioni è il valore aggiunto che non può essere compromesso da barriere tariffarie.
Il Ruolo Fondamentale della Diplomazia per Salvaguardare il Settore
La Coldiretti ha fatto appello a una risposta diplomatica unitaria a livello europeo per evitare che questi dazi sfocino in una guerra commerciale globale che penalizzerebbe principalmente i consumatori americani, i quali si troverebbero a dover pagare prezzi più alti per i prodotti italiani, ai quali non rinunceranno facilmente. Come sottolineato dal presidente di Coldiretti, “l’Italia non deve parlare da sola, ma deve farlo insieme all’Europa con una voce unica”. È fondamentale che l’Unione Europea adotti una posizione compatta e determinata, in modo da garantire la protezione delle produzioni agroalimentari italiane e il ripristino delle condizioni di mercato precedenti.
Oltre all’incremento dei costi per i consumatori e al calo delle vendite, Coldiretti evidenzia un altro aspetto preoccupante: il rischio di un deprezzamento delle produzioni, dovuto a un eccesso di offerta senza sbocchi sui mercati. Ciò potrebbe comportare gravi perdite per le imprese agricole e agroalimentari italiane, costrette a smaltire surplus di prodotti senza la possibilità di esportarli verso il mercato statunitense. Una perdita che si estenderebbe anche all’indotto, in particolare per quanto riguarda la logistica e la distribuzione.
Le Conseguenze a Lungo Periodo: Perdere Posizione sul Mercato Americano
Inoltre, i dazi potrebbero avere conseguenze a lungo termine, con un possibile danno permanente al posizionamento dei prodotti italiani sugli scaffali dei supermercati americani. Se i consumatori americani si dovessero orientare su alternative più economiche provenienti da altri Paesi meno colpiti dai dazi, l’Italia rischia di perdere quote di mercato difficili da recuperare. Questa dinamica metterebbe in pericolo non solo l’export agroalimentare, ma anche la posizione delle aziende italiane, che potrebbero subire una progressiva erosione della loro presenza sul mercato internazionale.
L’Esigenza di Un Piano di Rilancio Europeo e Nazionale
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha recentemente sottolineato che i dazi imposti rappresentano “un errore profondo”, sollecitando una risposta determinata da parte dell’Unione Europea. Coldiretti concorda pienamente con questa visione, insistendo sulla necessità di un’azione coordinata a livello europeo per scongiurare il deterioramento delle relazioni commerciali. Inoltre, è fondamentale che l’Europa si faccia promotrice di un piano di rilancio per il settore agroalimentare, con interventi mirati per ridurre la burocrazia, incentivare gli investimenti in digitalizzazione e innovazione, e potenziare l’internazionalizzazione delle imprese.
Un ulteriore elemento cruciale è la necessità di ridurre i costi per le imprese, abbassando le barriere burocratiche che rallentano la crescita e impediscono la competitività sul mercato globale. Solo con il sostegno alle imprese e con una visione comune a livello europeo, l’Italia potrà affrontare questa difficile sfida e continuare a esportare la sua eccellenza agroalimentare nel mondo.
In Sintesi
Il 20% di dazi voluto da Trump rischia di minare un settore fondamentale per l’economia italiana e calabrese. La Coldiretti, da sempre in prima linea nella difesa dei produttori italiani, si fa portavoce di una lotta diplomatica che coinvolga l’Europa e le istituzioni internazionali. Senza un’azione forte e unitaria, l’Italia potrebbe perdere una posizione cruciale nei mercati globali, con danni economici irreparabili per i produttori e i consumatori.
