6 Ottobre 2026, martedì
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Dazi USA, tempesta sulle imprese italiane: il silenzio di Meloni e le accuse dell’opposizione

Appendino (M5S): "Meloni complice del disastro, il Governo deve riferire"

L’ombra dei dazi imposti dagli Stati Uniti si allunga sulle imprese italiane, mentre in Parlamento si infiamma lo scontro politico. Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, attacca duramente il governo Meloni, accusandolo di immobilismo e scelte sbagliate.

“Abbiamo chiesto in commissione conto del disastro che i dazi causeranno e ci è stato risposto che il governo è ‘confortato dai dati’. Ma quali dati? Il rischio per le nostre imprese è enorme! E Giorgia Meloni cosa fa? Minimizza. Ha illuso gli imprenditori che i suoi rapporti personali con Trump ci avrebbero salvato, mentre avrebbe dovuto opporsi con fermezza insieme al resto d’Europa per inviare un segnale chiaro: l’Italia non china la testa.”

Appendino ricorda inoltre che il governo ha smantellato “uno straordinario strumento di espansione commerciale come la Via della Seta” e ora si trova costretto a riaprire un dialogo con l’Oriente partendo da zero. “Servirebbe un mercato interno più forte per sostenere i consumi e aiutare le imprese, ma come possono crescere i consumi se il governo ha affossato il salario minimo e non ha fatto nulla contro il caro vita, il caro bollette e il caro mutui?” incalza la deputata pentastellata.

Sul fronte industriale, l’accusa è ancora più dura: “Due anni di calo della produzione e tagli drastici, tra cui 4 miliardi sottratti all’automotive. Come può il governo proteggere le imprese con un Ministro come Urso, che ha contribuito a demolirle?” E sui dazi il caos regna sovrano: “Da un lato Tajani e Urso parlano di trattative europee, dall’altro Salvini e Zaia vogliono negoziati individuali. E Meloni? Silenzio. Quale strategia adotterà per difendere le nostre aziende?”.

L’affondo finale è chiaro: “Trump è il responsabile di questa guerra commerciale, ma Meloni è complice del disastro che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Ora il Ministro Tajani deve venire in Parlamento e metterci la faccia, spiegando cosa il governo intenda fare per tutelare le imprese italiane”.

Zan (PD): “Mentre le aziende rischiano il tracollo, Meloni resta muta”

Anche dal Partito Democratico piovono critiche durissime. Alessandro Zan, della segreteria nazionale del PD, accusa Meloni di non avere una strategia: “Oggi scattano i dazi voluti da Trump e da Palazzo Chigi non arriva una parola. Possibile che la presidente del Consiglio punti tutto su un incontro con J.D. Vance davanti all’uovo di Pasqua?” ironizza Zan, facendo riferimento ai recenti contatti della premier con la politica statunitense.

“Le imprese italiane e i lavoratori meritano risposte serie, non silenzi e improvvisazione. Questo governo, pur di compiacere Trump, sta sacrificando l’interesse nazionale. È ormai evidente: la priorità di Meloni non è proteggere il tessuto produttivo italiano, ma mantenere buoni rapporti con la destra americana.”

Intanto, il mondo produttivo attende risposte concrete, mentre i dazi minacciano di colpire duramente il Made in Italy. Il governo romperà il silenzio prima che sia troppo tardi?

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