Naypyidaw, 1 aprile – Un miracolo di sopravvivenza in Myanmar, dove una donna di 63 anni è stata estratta viva dopo aver trascorso 91 ore sotto le macerie di un edificio distrutto dal devastante terremoto che ha colpito il Paese venerdì scorso. Il sisma di magnitudo 7.7, uno dei più forti mai registrati nella regione, ha lasciato dietro di sé una scia di morte e distruzione. Nonostante le condizioni difficili e il tempo che passa, le squadre di soccorso hanno continuato a lavorare senza sosta per recuperare eventuali altri sopravvissuti.
Gli esperti avevano già avvertito che le possibilità di trovare altre persone vive sarebbero diminuiti drasticamente dopo le prime 72 ore, ma il salvataggio della donna rappresenta una rara e commovente speranza in un contesto drammatico. Le operazioni di salvataggio continuano, ma il bilancio delle vittime, secondo quanto dichiarato dal leader militare del Myanmar, Min Aung Hlaing, è tragicamente aumentato. Ad oggi, sono state accertate 2.719 vittime, ma il numero potrebbe superare le 3.000, con migliaia di persone ancora ferite o disperse.
Le autorità locali hanno reso noto che oltre 4.500 persone sono rimaste ferite e 441 risultano ancora disperse, rendendo questa tragedia uno degli eventi naturali più devastanti della storia recente del Paese. L’impatto è stato particolarmente severo nella capitale Naypyidaw e nelle regioni circostanti, dove le infrastrutture sono state rase al suolo e numerosi edifici sono crollati, intrappolando centinaia di persone.
Nel frattempo, una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 5, ha colpito la zona di Mandalay, una delle città più colpite dal sisma iniziale. Sebbene non siano stati segnalati danni rilevanti o vittime in seguito a questa nuova scossa, la paura e l’incertezza continuano a dominare la situazione.
Le squadre di soccorso internazionali si stanno unendo agli sforzi locali per cercare di offrire aiuti, mentre il Paese, già segnato da difficoltà politiche e sociali, affronta una delle sue peggiori crisi umanitarie. Con oltre 400 persone ancora disperse e le operazioni di recupero che procedono a rilento, la situazione rimane critica.
In un clima di disperazione, le autorità chiedono aiuto internazionale per fronteggiare le enormi sfide poste dalla calamità, con la speranza che i soccorritori possano trovare ancora qualcuno che resista sotto le macerie. La comunità internazionale si sta mobilitando, mentre le previsioni parlano di un bilancio che potrebbe crescere ulteriormente nei prossimi giorni.
