Giovedì 3 aprile, il Teatro Camploy di Verona ospita uno dei titoli più audaci della stagione teatrale: Perfect Days, scritto dal drammaturgo veneto Nicolò Sordo, che dopo il debutto al Teatro delle Maddalene di Padova prosegue il suo viaggio nella rassegna L’Altro Teatro. Con la regia di Enoch Marrella e l’interpretazione di Enrico Ferrari, lo spettacolo è una potente riflessione sulla realtà cruda e spietata della provincia, un microcosmo di alienazione, violenza e sfruttamento.
Perfect Days non è solo una storia di disperazione, ma un atto di denuncia. Il linguaggio utilizzato da Sordo è caustico, politicamente scorretto e ironico fino al punto da sfiorare il pianto. Il dialetto veneto, che attraversa le battute dei suoi personaggi, diventa il mezzo per trasfigurare la realtà, creando un’ambientazione che, pur radicata in un paesaggio fisico ben definito, assume una dimensione universale nella sua brutalità. La pompa di benzina dove si svolge la vicenda diventa il teatro di una triste quotidianità, dove le persone sono “troppo umane”, sopraffatte da una vita che pare non lasciare loro alcuna speranza.
“Siamo felici che Perfect Days sia stato inserito in una rassegna prestigiosa come L’Altro Teatro,” afferma Sordo. “Questo spettacolo nasce in ambienti underground, nei bar, tra le pieghe di un’osservazione attenta dei luoghi marginali e delle persone che li abitano. È una rappresentazione di un contesto che conosco bene, dove l’uso di un linguaggio duro e violento non è solo stilistico, ma una necessità per rendere giustizia alla realtà che rappresento.”
Il dramma si sviluppa attorno a una relazione tossica di dipendenza, dove il protagonista, Leone, è il gestore di una pompa di benzina, un maschio alfa cinico e materialista che incarna i peggiori vizi della provincia: razzismo, omofobia e un’ossessione per il denaro. Accanto a lui, i suoi due “quasi amici”: Mister Pizza, un pizzaiolo con la patente ritirata per alcolismo, e Lou Piang, un uomo con un deficit cognitivo che si veste come Lou Reed. In questi “perfetti giorni” non c’è spazio per l’amore, ma solo per il sesso a pagamento, l’alcolismo e la ludopatia. La pompa di benzina diventa un simbolo di un’esistenza in sospeso, dove la disperazione si intreccia con la ricerca di un senso che sembra sempre sfuggire.
La direzione di Enoch Marrella arricchisce la scrittura di Sordo, esaltando il contrasto tra i personaggi e il mito americano, che pervade la loro vita quotidiana. “Non si tratta di una semplice emulazione o mitomania,” spiega Sordo, “ma di un riflesso profondo nel modo di vivere di queste persone, che cercano di emulare un sogno che non è mai davvero il loro.”
L’attore Enrico Ferrari, co-autore della pièce e interprete del ruolo di Leone, trova nella realtà di Verona la fonte di ispirazione per il suo personaggio: “Questo spettacolo è scritto per Verona, è un’istantanea di ciò che si può trovare nei suoi angoli più nascosti. Non è solo un’opera per chi frequenta il teatro, ma una riflessione su ciò che accade nelle strade della nostra città, una ‘sberla’ che diamo a noi stessi. La storia di Leone è quella di un uomo che, insoddisfatto della sua vita, tenta disperatamente di rovinare tutto ciò che ha costruito.”
In scena con Ferrari anche il musicista Michele Lonardi, la cui musica di Lou Reed accompagna le sorti dei personaggi in una cornice sonora che amplifica il senso di vuoto e desolazione del dramma.
Con Perfect Days, Nicolò Sordo ci invita a guardare in faccia la realtà della provincia, senza filtri né censure. L’opera è un grido di dolore, una fotografia di un mondo che, purtroppo, esiste davvero. Un mondo dove non ci sono eroi, ma solo sopravvissuti, dove ogni speranza sembra essere già stata consumata. Una visione teatrale potente e disturbante che, con la sua forza espressiva, promette di lasciare il segno nel cuore degli spettatori di Verona e oltre.
