15 Luglio 2026, mercoledì
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Bracciante indiano morto, l’imputato in aula: “Ho perso la testa”

Antonello Lovato, accusato della morte di Satnam Singh, si scusa in aula e racconta il drammatico incidente. Il processo prosegue con nuove udienze a maggio.

Un drammatico momento in aula, dove Antonello Lovato, il trentanovenne accusato della morte di Satnam Singh, ha rotto il silenzio con dichiarazioni spontanee che hanno scosso i presenti. Il caso riguarda la tragica morte di Satnam Singh, bracciante indiano che, dopo un incidente sul lavoro nelle campagne di Latina, è stato abbandonato senza un arto da Lovato, fino a morire in seguito alle gravi ferite.

“Ho trovato Satnam lì e ho perso la testa”, ha dichiarato Lovato, spiegando il suo stato d’animo durante l’incidente. “Non ero io in quel momento. Non ho mai voluto la sua morte”, ha continuato l’imputato, visibilmente scosso. “La notizia della sua scomparsa, due giorni dopo l’incidente, mi ha distrutto. Non c’è giorno che non pensi a lui e alla sua famiglia. Sarò sempre vicino alla moglie di Satnam”, ha aggiunto Lovato, le cui parole hanno rivelato il dolore e il rimorso per un tragico incidente che ha avuto conseguenze fatali.

La vicenda è emersa in seguito al brutale incidente che ha coinvolto Singh, un bracciante che stava lavorando nelle campagne di Latina. Dopo un infortunio sul lavoro, è stato lasciato agonizzante, privo di un arto, davanti alla sua abitazione. La negligenza mostrata da Lovato ha sollevato pesanti accuse, portandolo davanti alla giustizia.

Il processo a Lovato continuerà il 27 maggio, quando la difesa e l’accusa presenteranno ulteriori argomentazioni. Mentre le indagini continuano, il caso ha suscitato una forte indignazione e preoccupazione riguardo la sicurezza sul lavoro e il trattamento dei lavoratori migranti, temi che resteranno probabilmente al centro delle discussioni durante le prossime udienze.

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