Le carceri italiane, ormai da tempo, versano in condizioni di vita e lavoro che definire indecorose è forse eufemistico. A rendere ancora più grave la situazione, è l’assenza del capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), un vuoto di potere che dura da mesi e che non sembra trovare una soluzione rapida. A far crescere le polemiche su questa gestione è la denuncia di Debora Serracchiani, responsabile giustizia della segreteria nazionale del Partito Democratico, che accusa il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, di aver preso il controllo della nomina di un nuovo commissario Dap, in un’operazione che escluderebbe completamente il ministro Carlo Nordio e il Presidente della Repubblica.
“Le condizioni all’interno delle carceri sono un vero e proprio fallimento per questo governo – afferma Serracchiani in una nota –, ma la situazione è aggravata dalla totale mancanza di un vertice che possa risolvere il problema. A ciò si aggiunge il fatto che, da mesi, la nomina del capo del Dap è stata de facto gestita dal sottosegretario Delmastro, il quale avrebbe indicato una dirigente a lui vicina, ignorando completamente il ministro Nordio e, cosa ancor più grave, senza che il Presidente della Repubblica fosse informato. È un’operazione di pura arroganza istituzionale”.
Secondo Serracchiani, la nomina dovrebbe essere competenza del Ministro della Giustizia, mentre il decreto di nomina, che coinvolge il Presidente della Repubblica, sarebbe stato eluso dalle scelte personali di Delmastro, in un contesto che lascia intravedere un tentativo di commissariare il lavoro di Nordio. “Ancora una volta, Delmastro dimostra di non avere alcun rispetto per le istituzioni, e il Ministro Nordio appare totalmente commissariato dal suo stesso sottosegretario. Il tutto, senza alcun pudore”, conclude la deputata del PD.
Le parole di Serracchiani riflettono un malcontento crescente riguardo alla gestione delle carceri, che sembra sempre più essere un tema dimenticato nelle agende politiche nazionali. In attesa di risposte concrete, i problemi strutturali e le carenze del sistema penitenziario continuano a pesare gravemente sulla vita dei detenuti e sul personale che vi lavora. La politica, ancora una volta, è chiamata a fare i conti con la propria responsabilità verso un settore che resta sotto osservazione.
