25 Ottobre 2026, domenica
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Valanghe sul Monte Vioz e Cima di Tovo: due scialpinisti in gravi condizioni nel cuore delle Alpi

Due violente slavine travolgono comitive di scialpinisti in Trentino, mettendo in allarme le squadre di soccorso. I feriti sono stati trasportati d'urgenza in ospedale, uno in condizioni critiche.

La neve che scende copiosa sulle Alpi trentine ha seminato tragedia ieri, quando due valanghe hanno investito altrettante comitive di scialpinisti nelle zone del Monte Vioz e della Cima di Tovo, nel gruppo montuoso dell’Ortles, a cavallo tra la Val di Peio e la Val d’Ultimo.

Il primo episodio drammatico si è verificato sul Monte Vioz, nel versante meridionale del gruppo Ortles-Cevedale. Due uomini, che si trovavano a sciare in uno dei tratti più impervi della montagna, sono stati travolti da una potente slavina che ha travolto la zona a valle, seppellendoli sotto una coltre di neve. Il tempestivo intervento delle squadre di soccorso, che hanno impiegato elicotteri e unità del soccorso alpino, ha permesso di recuperare rapidamente i due scialpinisti, ma uno di loro ha riportato gravi ferite. Il ferito è stato trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale di Cles, dove è stato ricoverato in condizioni critiche. Le autorità non hanno confermato altre persone coinvolte nell’incidente, ma le operazioni di ricerca sono proseguite per accertare che non ci fossero altre vittime.

Nel frattempo, a pochi chilometri di distanza, una seconda valanga ha colpito un gruppo di scialpinisti sulla Cima di Tovo, in Val d’Ultimo. Anche qui, il rischio di disastri è stato alto, ma fortunatamente solo una persona è stata ferita in modo lieve. Il ferito è stato immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale di Merano per accertamenti, con condizioni che non destano particolare preoccupazione.

Le valanghe, alimentate da nevicate recenti e dalle condizioni meteo instabili, hanno sollevato preoccupazioni tra gli esperti di montagna, che hanno invitato alla massima prudenza nelle escursioni in quota. Le forze di soccorso, attive senza sosta, sono ancora impegnate in una serie di controlli preventivi, cercando di individuare eventuali ulteriori pericoli nelle zone circostanti.

Il tragico bilancio di queste due slavine mette ancora una volta in luce i rischi a cui sono esposti gli appassionati di sport invernali nelle zone montuose più impervie, specialmente in questo periodo dell’anno, quando le condizioni meteo e la neve instabile creano un ambiente estremamente pericoloso.

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