6 Ottobre 2026, martedì
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Trump minaccia sanzioni sul petrolio russo e attacca Putin: “Se l’accordo sull’Ucraina salta, agiremo”

Il presidente americano accusa Mosca per i recenti sviluppi in Ucraina e preannuncia nuove misure contro Iran e Groenlandia, mentre i Paesi asiatici si preparano alle contromisure sui dazi.

Donald Trump non risparmia minacce e avvertimenti, puntando il dito contro diversi attori internazionali e ribadendo la sua posizione dura su vari fronti. In un’intervista rilasciata alla NBC, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di essere estremamente “arrabbiato” con il presidente russo Vladimir Putin, dopo che quest’ultimo ha sollevato dubbi sulla legittimità del governo ucraino. Trump ha lasciato intendere che se l’accordo in corso tra le potenze mondiali per la risoluzione del conflitto in Ucraina dovesse fallire, l’amministrazione americana imporrà sanzioni economiche più severe, puntando in particolare sul petrolio russo.

Minacce all’Iran e sull’accordo nucleare

In un’altra dichiarazione fortemente incendiaria, Trump ha promesso che se non verrà raggiunto un accordo con l’Iran sul suo programma nucleare, gli Stati Uniti intraprenderanno azioni decisive, comprese le “bombe” e “dazi secondari”. Secondo il presidente, se le trattative non porteranno ai risultati sperati, l’Iran vivrà una reazione “mai vista prima” da parte degli Stati Uniti. Nonostante la fermezza della sua posizione, Trump ha sottolineato che i funzionari statunitensi sono in contatto con le controparti iraniane, e ha esortato alla conclusione di un accordo per evitare una crisi maggiore.

Le mire sulla Groenlandia

Non meno assertivo si è mostrato Trump riguardo le sue ambizioni territoriali sulla Groenlandia. Il presidente americano ha affermato con convinzione che “la otterremo al 100%”, facendo riferimento all’acquisizione dell’isola danese, ribadendo che “nulla è escluso”. Queste dichiarazioni arrivano a distanza di tempo dalla controversa proposta di acquisto avanzata da Trump durante il suo mandato, che aveva suscitato una serie di reazioni politiche in tutto il mondo.

Il futuro dei dazi e le contromisure asiatiche

Infine, Trump ha assicurato che non ci saranno ritardi nell’applicazione dei dazi previsti per il 2 aprile, una mossa che potrebbe avere un impatto significativo sulle economie globali. Nel frattempo, però, i Paesi asiatici stanno preparando una risposta. Cina, Giappone e Corea del Sud hanno infatti iniziato a coordinarsi per prendere misure contro le politiche commerciali aggressive degli Stati Uniti, avanzando la possibilità di un accordo commerciale tra di loro per limitare i danni derivanti dai dazi americani.

Trump continua a mantenere una politica estera aggressiva, segnando una netta distanza dai tradizionali approcci diplomatici, e alimentando il dibattito su come gli Stati Uniti intendano affrontare le sfide globali nei prossimi anni.

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