Giorgia Meloni predica “calma” sui dazi imposti dagli Stati Uniti, ma l’opposizione non ci sta. Alessandro Zan, europarlamentare e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, attacca duramente la presidente del Consiglio, accusandola di subordinare l’interesse italiano alle decisioni dell’ex presidente USA Donald Trump e dei suoi alleati.
“Meloni al Financial Times invita alla calma, ma come si fa a stare tranquilli quando Trump ha già annunciato che le misure entreranno in vigore il 2 aprile, con un impatto diretto sulle nostre imprese?” si chiede Zan. “Invece di opporsi con fermezza e difendere l’economia nazionale, la premier si fa dettare la linea da Trump e dai suoi sodali. Come se non bastasse, ora dà ragione anche a JD Vance dicendo che ‘l’Europa si è un po’ persa’. La vera cosa persa qui è l’interesse nazionale e la difesa delle nostre democrazie.”
L’affondo del deputato dem si inserisce in un clima politico già teso, con l’opposizione che accusa il governo di un atteggiamento troppo remissivo nei confronti della politica estera statunitense, specialmente in materia economica e commerciale.
Stop al riarmo: il Movimento 5 Stelle chiama la Lombardia alla mobilitazione
Nel frattempo, in Lombardia, il Movimento 5 Stelle accende il dibattito con una mozione contro l’aumento delle spese militari. Il capogruppo pentastellato in Regione, Nicola Di Marco, chiede che il Consiglio regionale prenda una posizione chiara sulla corsa al riarmo, mettendo in discussione le priorità del governo Meloni.
“Non possiamo restare a guardare mentre si tagliano stipendi, pensioni e servizi essenziali per finanziare la guerra” denuncia Di Marco. “Già nel bilancio regionale abbiamo subito tagli imposti dal governo, ma cosa accadrà quando la Lombardia dovrà far fronte alle spese militari volute da Meloni, Salvini e Tajani?”
La mozione “ReArm Europe”, che verrà discussa il 1° aprile, chiede alla Regione Lombardia di esprimersi su una questione cruciale: investire nel riarmo o destinare le risorse a settori strategici come occupazione, istruzione, sostenibilità e sanità?
“Mentre il governo alimenta tensioni internazionali, sentiamo parlare più di ‘kit di sopravvivenza’ che di ‘negoziati di pace’. Per questo è fondamentale che tutte le forze politiche prendano una posizione chiara, senza possibilità di fuga dalle proprie responsabilità” aggiunge Di Marco.
Il Movimento 5 Stelle non si limita alla battaglia in aula, ma scende anche in piazza: il 5 aprile i pentastellati manifesteranno a Roma contro l’aumento delle spese militari e per chiedere che le risorse pubbliche siano destinate ai bisogni reali dei cittadini.
Tra dazi imposti dall’America e un’Italia che si interroga sul futuro della sua politica economica e militare, il dibattito politico si infiamma. La premier Meloni si trova sotto attacco da più fronti, accusata di seguire troppo da vicino la linea di Washington senza difendere con determinazione gli interessi nazionali. La risposta del governo non tarderà ad arrivare, ma il confronto si preannuncia acceso, sia nelle istituzioni che nelle piazze.
