A Roma, in occasione della manifestazione “Agricoltura è”, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha condiviso una riflessione importante in merito alle politiche commerciali internazionali. L’evento, che celebra l’anniversario della firma dei Trattati di Roma, ha visto la partecipazione di giovani che hanno avuto l’opportunità di porre domande al Capo dello Stato.
Rispondendo a uno di loro, Mattarella ha sottolineato l’importanza dei mercati aperti, non solo come motore economico, ma come strumento per la promozione della pace e della cooperazione internazionale. “I mercati aperti corrispondono a due interessi vitali: la pace e i nostri interessi vitali di esportazione”, ha dichiarato, sottolineando che ogni forma di protezionismo, come i dazi, rappresenta un ostacolo per il libero commercio e danneggia i prodotti di qualità, che sono una delle punte di diamante dell’economia italiana.
“Le politiche protezionistiche, come quelle che impongono dazi, alterano il mercato e penalizzano la qualità dei prodotti”, ha proseguito il Presidente, aggiungendo che questo è un problema non solo per l’Italia, ma per tutti i Paesi del mondo. “I dazi sono inaccettabili, e dovrebbero esserlo per ogni nazione che abbia a cuore un commercio equo e prospero”, ha ribadito Mattarella.
Il Capo dello Stato ha poi sottolineato l’importanza di una collaborazione internazionale basata su regole leali. “La risposta ai dazi non può essere il protezionismo, ma l’impegno comune per far rispettare regole giuste e condivise”, ha affermato con fermezza, ricordando come il rispetto delle regole sia fondamentale per garantire un commercio internazionale che favorisca tutti i Paesi e non solo alcuni.
La manifestazione “Agricoltura è”, quindi, si è trasformata anche in un momento di riflessione su temi cruciali per il futuro dell’economia globale, con Mattarella che ha richiamato l’attenzione su un tema di rilevanza globale: la necessità di promuovere politiche commerciali che non solo siano vantaggiose dal punto di vista economico, ma che rispettino anche i principi di giustizia e di pace.
