6 Ottobre 2026, martedì
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Riforma Corte dei Conti: Nuovo Scudo per i Politici, Estensione della Buona Fede

Con un emendamento di Fratelli d'Italia, si amplia la protezione per i politici, che potranno ora godere della presunzione di buona fede nelle loro azioni, salvo in caso di dolo.

La riforma della Corte dei Conti prende una nuova piega con l’introduzione di un emendamento che estende la protezione legale per i politici, estendendo il principio della “buona fede” nella loro attività amministrativa. Il testo, recentemente approvato dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, prevede che i politici, a tutti i livelli, a partire da quelli locali, siano presunti operare in buona fede fino a prova contraria, fatta eccezione per i casi di dolo. L’emendamento, firmato da Augusta Montaruli e Luca Sbardella di Fratelli d’Italia, è stato pensato per rafforzare lo scudo giuridico che già protegge i politici nell’esercizio dei loro compiti, in particolare riguardo agli atti amministrativi.

Secondo il nuovo testo, i politici non saranno ritenuti responsabili per atti firmati o “vistati” da responsabili degli uffici tecnici o amministrativi, qualora manchino pareri formali di contrario avviso. Questo significa che, in assenza di opinioni ufficiali contrarie, la buona fede dei politici sarà considerata presunta, alleggerendo le loro responsabilità in caso di errori amministrativi.

La proposta di modifica arriva a un momento delicato, quando il tema della responsabilità politica è al centro del dibattito pubblico. La legge, infatti, mira a bilanciare la responsabilità per la gestione della cosa pubblica con una protezione giuridica adeguata, evitando che i politici siano travolti da richieste di risarcimento per atti amministrativi non intenzionalmente dannosi.

La notizia dell’emendamento, anticipata dal Sole 24 Ore e dal Fatto Quotidiano, ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, i sostenitori ritengono che si tratti di una misura necessaria per garantire una maggiore serenità operativa ai rappresentanti politici, che spesso si trovano a dover firmare atti senza avere il controllo completo su tutti gli aspetti tecnici. Dall’altro, i critici temono che tale estensione della buona fede possa portare a un indebolimento della responsabilità individuale e a una maggiore difficoltà nel perseguire eventuali atti di cattiva gestione o abuso.

La discussione sulla riforma continua mentre il testo si avvicina alla sua fase finale di approvazione. L’obiettivo dichiarato del governo e dei promotori della legge è quello di rendere più efficiente e sicura la gestione pubblica, ma il rischio di un allentamento delle maglie della responsabilità resta una delle principali preoccupazioni tra coloro che seguono con attenzione l’evolversi della normativa.

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