Donald Trump torna a proporsi come mediatore nel conflitto ucraino e assicura di avere già una base solida per un possibile accordo di pace. “Dopo i colloqui con Putin e Zelensky, abbiamo delineato le linee guida per un’intesa”, ha dichiarato l’ex presidente degli Stati Uniti, senza però entrare nei dettagli delle ipotetiche condizioni negoziali. Il tycoon, che punta a un ritorno alla Casa Bianca, ribadisce la sua convinzione di poter risolvere rapidamente il conflitto grazie ai suoi rapporti con i leader coinvolti.
Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto l’idea di una missione delle Nazioni Unite come strumento di protezione del Paese. “Con tutto il rispetto, l’Onu non ci proteggerebbe dall’invasione russa o dal desiderio di Putin di tornare. Non vediamo l’Onu come un’alternativa a un contingente di sicurezza o a garanzie concrete”, ha affermato con fermezza il leader di Kiev.
A Bruxelles, il Consiglio europeo si è espresso con toni inequivocabili a favore del sostegno all’Ucraina, ribadendo “il continuo e incrollabile appoggio all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale del Paese entro i confini riconosciuti a livello internazionale”. Un messaggio chiaro che conferma l’impegno delle istituzioni europee nel supporto militare e diplomatico a Kiev.
Sul fronte diplomatico, la Francia si prepara a ospitare un vertice cruciale. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che il 27 marzo Parigi sarà teatro di un incontro della “coalizione dei volonterosi”, un summit incentrato sul rafforzamento del sostegno all’Ucraina e sul coordinamento degli aiuti militari. L’appuntamento rappresenta un ulteriore passo nella strategia occidentale per consolidare l’assistenza a Kiev e intensificare la pressione su Mosca.
Mentre le dichiarazioni si moltiplicano e la diplomazia si muove su più fronti, il conflitto in Ucraina prosegue senza segnali concreti di una tregua imminente. Resta da vedere se l’iniziativa di Trump troverà un riscontro reale o se rimarrà confinata a una mossa elettorale in vista della sua possibile candidatura nel 2024.
