In un’escalation che rischia di infiammare ulteriormente il Medio Oriente, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’ordine di un attacco militare contro i ribelli Houthi nello Yemen. Attraverso un post su Truth Social, Trump ha definito l’operazione “decisa e potente”, volta a contrastare “una campagna implacabile di pirateria, violenza e terrorismo” condotta dai miliziani contro navi, aerei e droni americani e alleati nella regione.
“Cessate immediatamente gli attacchi o l’inferno si abbatterà su di voi come non avete mai visto prima”, ha avvertito Trump, lanciando anche un monito diretto all’Iran: “Smettete di sostenere gli Houthi o vi riterremo pienamente responsabili. L’America non sarà gentile al riguardo”.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le autorità iraniane hanno dichiarato che “gli Stati Uniti non hanno il diritto di dettare la nostra politica estera”. L’Iran, storico alleato degli Houthi, ha sempre negato un coinvolgimento diretto nelle azioni militari dei ribelli yemeniti, ma la tensione tra Washington e Teheran continua a crescere.
Nel frattempo, sul fronte israeliano-palestinese, le speranze di una tregua sembrano svanire. Funzionari palestinesi hanno riferito a BBC Arabia che i colloqui di cessate il fuoco a Gaza sono falliti a causa delle “enormi divergenze” tra Israele e Hamas, nonostante gli sforzi di mediazione di Qatar ed Egitto.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito la richiesta di rilascio immediato di undici ostaggi ancora in mano ad Hamas. “Liberate subito gli ostaggi vivi e i colloqui potranno proseguire”, ha dichiarato Netanyahu, sottolineando la posizione ferma del governo israeliano.
La situazione in Medio Oriente rimane quindi critica, con le prospettive di pace sempre più lontane e il rischio di una nuova ondata di violenze che potrebbe destabilizzare ulteriormente la regione.
