A Chignolo Po, piccolo comune del pavese con poco più di 4.000 abitanti, si consuma un delitto che scuote la tranquillità della zona. Una donna di 56 anni è stata trovata priva di vita all’interno della sua villetta indipendente, senza segni evidenti di effrazione, suscitando subito interrogativi sulle modalità dell’omicidio.
A scoprire la tragedia è stata la figlia della vittima, che, preoccupata per il mancato ritorno della madre, ha allertato le forze dell’ordine. L’intervento dei carabinieri, che hanno immediatamente avviato i rilievi del caso, ha confermato le drammatiche ipotesi: la donna sarebbe stata strangolata, un’ipotesi rafforzata dall’assenza di tracce di sangue nell’abitazione. In effetti, la casa non presenta segni di forzature né evidenti segni di lotta, un fatto che fa pensare a un omicidio commesso senza l’uso di armi da fuoco o da taglio.
Nel frattempo, il compagno della vittima, considerato inizialmente una persona di interesse, è stato rintracciato a Pandino, nel Cremonese, dove si era rifugiato dopo il delitto. L’uomo, che fino a quel momento era risultato irreperibile, è stato intercettato dalle forze dell’ordine e portato in caserma per essere ascoltato. La sua posizione è ora al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti e di comprendere se l’uomo possa aver avuto un ruolo decisivo in questa tragica morte.
Per i carabinieri, insieme ai vigili del fuoco e al medico legale intervenuti sul posto, l’obiettivo è chiarire ogni aspetto della vicenda, a partire dalla causa esatta della morte e dalle possibili motivazioni che potrebbero aver spinto il compagno della vittima a compiere un gesto così estremo.
