6 Ottobre 2026, martedì
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Trump scuote il tavolo delle trattative internazionali: “Più facile parlare con Putin che con Zelensky”

Dopo aver sospeso l'accesso dell'Ucraina a Maxar, Trump lancia un duro monito alla Russia e ribalta il tavolo delle diplomazie, dichiarando che le trattative con Mosca sono meno complesse di quelle con Kiev.

Donald Trump torna a far parlare di sé, stavolta con dichiarazioni che scuotono il panorama geopolitico. Mentre gli Stati Uniti annunciano una serie di misure che segnano un passo indietro nell’impegno verso l’Ucraina, l’ex presidente ha sollevato un polverone con le sue parole riguardo alle trattative internazionali. In un’intervista nello Studio Ovale, Trump ha dichiarato di trovare più facile negoziare con Vladimir Putin che con Volodymyr Zelensky. Una frase che, seppur destinata a suscitare polemiche, rivela un approccio completamente differente a quello che gli Stati Uniti e gran parte del mondo occidentale hanno avuto nei confronti della guerra in Ucraina.

“Credo a Putin, penso che stiamo andando molto bene con la Russia”, ha affermato Trump, evidenziando una sorprendente apertura verso il presidente russo, con il quale ha intrattenuto relazioni tutt’altro che conflittuali durante il suo mandato. “Ma in questo momento stanno bombardando a più non posso l’Ucraina”, ha continuato, sottolineando la difficile situazione sul terreno. La sua affermazione non si è fermata alla semplice condanna dei bombardamenti, ma ha anche riflettuto una visione strategica particolare: “Trovo più difficile, francamente, trattare con l’Ucraina, che non ha le carte. E che sia più facile negoziare con la Russia, che ha tutte le carte in mano.”

L’uscita di Trump arriva poco dopo una mossa significativa da parte dell’amministrazione Biden: la sospensione dell’accesso dell’Ucraina ai servizi satellitari di Maxar, una compagnia che fornisce immagini satellitari cruciali per le operazioni militari e di intelligence. Un gesto che segna un ulteriore passo indietro nella cooperazione con Kiev, mettendo in discussione anche la continuità delle forniture di armi e supporto tecnologico agli ucraini.

Trump, però, ha preso una posizione chiara anche nei confronti della Russia, lanciando un’ulteriore minaccia di sanzioni nei confronti di Mosca. Nonostante ciò, ha paradossalmente esortato Putin a fermare i bombardamenti sull’Ucraina, un’ennesima mossa che lascia intendere quanto complessi siano i suoi pensieri sulla guerra e sul coinvolgimento degli Stati Uniti.

Secondo fonti vicine alla diplomazia russa, come riportato da Bloomberg, Putin sarebbe disposto a prendere in considerazione una tregua temporanea in Ucraina, ma solo se ci saranno progressi tangibili verso una soluzione definitiva del conflitto. In questo scenario, le parole di Trump sembrano gettare una nuova luce sul futuro delle trattative, con l’ex presidente che sembra prediligere un ruolo di mediazione con Mosca piuttosto che con il governo di Kiev.

Nel frattempo, l’attenzione della comunità internazionale è tutta concentrata sull’incontro di martedì a Riad, in cui il team americano si confronterà con la delegazione ucraina. Una riunione destinata a essere cruciale per definire i prossimi passi della politica internazionale in merito al conflitto, mentre il mondo resta in attesa di capire quale direzione prenderanno le relazioni tra gli Stati Uniti, l’Ucraina e la Russia.

Un ritorno all’agenda diplomatica, quindi, ma con scenari che potrebbero portare a svolte inaspettate, con le parole di Trump che gettano una luce inedita sulla complessità delle negoziazioni in corso.

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