4 Ottobre 2026, domenica
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Libero dopo 423 giorni di inferno: Stefano Conti assolto in Panama

L’incubo è finito: l’italiano era accusato ingiustamente di tratta di esseri umani

Dopo oltre un anno di reclusione in una delle carceri più dure di Panama, Stefano Conti può finalmente riabbracciare la libertà. Il tribunale panamense ha stabilito che “il fatto non sussiste” e ha assolto il trader brianzolo, mettendo fine a un’odissea durata 423 giorni tra le mura del penitenziario di massima sicurezza La Joya. Conti, 40 anni, originario di Cesano Maderno ma residente a Panama per motivi di lavoro, era stato arrestato il 15 agosto 2022 con l’accusa infamante di tratta di esseri umani a scopo sessuale. Accuse che si sono rivelate totalmente infondate, soprattutto dopo che le presunte vittime hanno ritrattato, denunciando pressioni esercitate dalla polizia panamense.

Un calvario lungo due anni

L’ombra della giustizia ingiusta ha rischiato di segnare per sempre la vita di Conti. Se fosse stato condannato, avrebbe potuto scontare fino a 30 anni di carcere. “Dopo aver trascorso quasi due anni in una prigione di massima sicurezza, Stefano è stato finalmente riconosciuto innocente”, ha dichiarato Andrea Di Giuseppe, parlamentare di Fratelli d’Italia eletto nella circoscrizione Centro e Nord America. “Era uno dei duemila italiani detenuti all’estero senza un giusto processo. Dopo il mio intervento, l’accusa si è rivelata priva di fondamento. Ora Stefano è libero e ha avuto giustizia”.

Il ruolo dell’Italia e la commozione del padre

Fondamentale per il lieto fine della vicenda è stato il supporto delle istituzioni italiane. Di Giuseppe ha espresso gratitudine verso il Governo, citando il viceministro Edmondo Cirielli, il sottosegretario Giorgio Silli e l’ambasciatore italiano a Panama, Fabrizio Nicoletti, per il loro intervento risolutivo.

Ma il momento più toccante è arrivato con la reazione del padre di Conti: “Quando gli ho comunicato la notizia, si è commosso profondamente”, ha raccontato il parlamentare. “Già lo scorso anno eravamo riusciti a far ottenere a Stefano i domiciliari, ma oggi è arrivata la vera vittoria. Un successo che appartiene all’Italia intera”.

Dopo 423 giorni trascorsi in condizioni difficili, condividendo una piccola cella con altri 25 detenuti, Stefano Conti torna a essere un uomo libero. La sua storia, simbolo di una giustizia che a volte inciampa ma può essere ristabilita, è il racconto di una battaglia vinta contro un errore giudiziario che avrebbe potuto costargli la vita.

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