Un’apertura che ha spiazzato molti osservatori, soprattutto alla luce delle tensioni tra i due leader durante il loro recente incontro alla Casa Bianca. Il Cremlino ha accolto con favore questa dichiarazione, definendola “un segnale positivo di ripresa del dialogo”.
Nel frattempo, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato un piano straordinario per il riarmo militare dei Paesi membri dell’Unione Europea, con un investimento complessivo di 800 miliardi di euro. “Viviamo in tempi pericolosi”, ha dichiarato, “la sicurezza dell’Europa è minacciata in modo serio e dobbiamo essere pronti a difenderci”. Tuttavia, questa visione non è condivisa da tutti: la leader del Partito Democratico italiano, Elly Schlein, ha criticato aspramente la proposta, definendola “una strada sbagliata”.
A complicare ulteriormente il quadro, l’annuncio di Donald Trump di sospendere tutti gli aiuti militari all’Ucraina ha scosso profondamente Kiev. “Bloccare gli aiuti significa aiutare Putin”, hanno dichiarato fonti governative ucraine, paragonando la decisione a un nuovo “accordo di Monaco”, ma con un’aggravante: “Almeno allora non hanno cercato di dipingere la Cecoslovacchia come l’aggressore”.
Nel dibattito internazionale si inserisce anche J.D. Vance, senatore repubblicano vicino a Trump, il quale ha ribadito che un nuovo incontro con Zelensky sarà possibile “quando l’Ucraina vorrà davvero la pace”. Parole che suonano come un ulteriore avvertimento alla leadership di Kiev, mentre il conflitto continua a ridisegnare gli equilibri globali.
