24 Ottobre 2026, sabato
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Netanyahu non esclude la guerra: “Ancora dentro l’accordo, ma pronti a intervenire”

Smotrich annuncia misure drastiche: "Taglieremo luce e acqua prima di un attacco letale a Gaza"

La tensione tra Israele e Hamas resta altissima. Nonostante il governo israeliano non abbia ufficialmente abbandonato l’accordo con Hamas, il primo ministro Benjamin Netanyahu non esclude un ritorno alle ostilità. Intanto, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich rilancia con dichiarazioni esplosive: “Bloccheremo luce e acqua, poi colpiremo con un attacco massiccio e letale”.

Hamas respinge la proposta di tregua, Israele sospende gli aiuti

La situazione nella Striscia di Gaza si fa sempre più critica. Hamas ha respinto la proposta di cessate il fuoco avanzata da Jeffrey Witkoff, che prevedeva una tregua temporanea durante il periodo del Ramadan e della Pasqua ebraica. Una decisione che ha scatenato la dura reazione dell’Unione Europea, che ha condannato il rifiuto da parte dell’organizzazione palestinese.

Come conseguenza immediata, Israele ha sospeso l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia, aggravando ulteriormente la condizione della popolazione civile. La mossa ha scatenato critiche internazionali, ma il governo di Tel Aviv si mostra irremovibile.

Smotrich: “Questo è solo l’inizio”

Le parole di Bezalel Smotrich, leader del partito Sionismo Religioso, hanno alimentato ulteriormente la tensione. “La decisione di interrompere l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza è il primo passo nella giusta direzione. Questo è solo l’inizio: la prossima fase sarà il taglio dell’elettricità e dell’acqua, seguito da un attacco rapido e devastante che porterà alla conquista del territorio”, ha dichiarato il ministro.

Smotrich ha inoltre fatto riferimento al cosiddetto “piano Trump” per la migrazione della popolazione palestinese, ipotizzando un drastico cambiamento della realtà demografica della regione.

Netanyahu: “Non abbiamo ancora rotto l’accordo, ma la guerra resta un’opzione”

Nonostante le dichiarazioni aggressive del suo ministro, il premier Netanyahu mantiene una linea più cauta, pur non escludendo il ritorno al conflitto armato. “Siamo ancora nell’accordo con Hamas, ma se le condizioni lo richiederanno, non esiteremo a tornare in guerra”, ha dichiarato il primo ministro israeliano.

Israele si trova dunque a un bivio: proseguire nei negoziati, sebbene fragili e incerti, o intensificare l’offensiva militare con misure sempre più dure. L’equilibrio è precario e la situazione potrebbe precipitare in qualsiasi momento.

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