Un trionfo senza precedenti, quello che ha visto “Anora” dominare la notte degli Oscar 2025, portandosi a casa ben cinque statuette, tra cui quelle per Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, Miglior Montaggio e Miglior Attrice Protagonista (Mikey Madison). La pellicola di Sean Baker, già Palma d’Oro a Cannes 2024, si è imposta con un mix di audacia e originalità, facendo il vuoto intorno a sé e conquistando anche il cuore dell’Academy, che ha premiato il coraggio del cinema indipendente. La vittoria è ancora più straordinaria considerando che “Anora” aveva visto crescere la propria visibilità nelle ultime settimane, quando ha iniziato a vincere premi tra i produttori, registi e sceneggiatori, una marcia inarrestabile che l’ha portata fino al trono di Hollywood.
Il dramedy racconta la storia di una giovane spogliarellista di Brooklyn che incontra e sposa il figlio di un oligarca russo. Ma, come nella tradizione delle grandi tragedie moderne, la sua vita verrà sconvolta dalla resistenza della famiglia dell’uomo, che cercherà in ogni modo di ostacolare il matrimonio. Il regista Sean Baker, durante la cerimonia, ha voluto dedicare il suo successo alla causa del cinema indipendente, sottolineando la difficoltà di far vivere questo tipo di produzioni in un mondo dominato dai grandi studio e dalla distribuzione digitale. Con la sua vittoria ha ribadito: “Le sale indipendenti fanno fatica, durante la pandemia abbiamo perso 1000 cinema negli Stati Uniti. Ma il cinema deve continuare a essere vissuto come esperienza al cinema, dai registi, ai distributori, fino ai genitori che devono portare i figli al cinema”.
In una serata che ha visto una lunga scia di sorprese e delusioni, un altro grande protagonista è stato Adrien Brody, che con “The Brutalist” si è aggiudicato il premio come Miglior Attore, 22 anni dopo il suo storico trionfo per “The Pianist”. La pellicola di Brady Corbet, che aveva raccolto ben dieci nomination, ha portato a casa anche il premio per la Migliore Colonna Sonora (Daniel Blumberg) e la Migliore Fotografia (Lol Crawley), confermando il suo status di favorita.
Non c’è stato nulla da fare, invece, per “A Complete Unknown”, che, nonostante le otto nomination, è uscito a mani vuote dalla cerimonia. Il film, che ripercorre la vita di Bob Dylan, con Timothée Chalamet nel ruolo principale, è stato oscurato dalla straordinaria performance di “Anora”. Delusione anche per “Emilia Pèrez”, che ha visto le sue 13 nomination, tra cui quella per Miglior Film Internazionale, svanire nell’aria. Il caso dell’attrice protagonista Karla Sofia Gascon, estromessa dalla promozione del film per alcuni vecchi tweet controversi, ha fatto calare l’ombra della polemica sulla sua corsa agli Oscar. Nonostante tutto, Zoe Saldana ha comunque brillato, aggiudicandosi il premio come Miglior Attrice Non Protagonista.
Altra grande storia di questa edizione è quella di Gints Zilbalodis, che con “Flow. Un Mondo da Salvare” ha sconfitto colossi come Disney, portando la Lettonia al suo primo Oscar con il film d’animazione a budget più basso della storia della manifestazione. Il giovane cineasta, che ha curato personalmente la sceneggiatura, la regia, l’animazione, il montaggio e anche la musica, ha segnato un punto di svolta per il cinema d’animazione europeo.
Tra gli altri premi, spicca il riconoscimento a Paul Tazewell, che ha vinto il Miglior Oscar per i Costumi per il musical “Wicked”, un onore che lo ha consacrato come il primo uomo di colore a conquistare questo ambito riconoscimento. Il suo discorso emozionante ha aggiunto un ulteriore capitolo alla lotta per l’inclusività ad Hollywood.
La cerimonia degli Oscar 2025 non si è sottratta a un inevitabile tocco di politica e impegno sociale. Durante lo show, il conduttore Conan O’Brien ha ironicamente sottolineato, con un’allusione al personaggio di Mikey Madison in “Anora”, come “gli americani saranno entusiasti di vedere qualcuno finalmente resistere a un potente russo”, commentando le attualissime tensioni geopolitiche. Ma la politica è tornata a fare capolino anche nel segmento dei documentari, dove il collettivo israelo-palestinese ha vinto con “No Other Land”, un potente racconto sulla distruzione di un villaggio in Cisgiordania. Il messaggio finale dei cineasti è stato chiaro: “Siamo interconnessi. Non saremo mai al sicuro se non siamo tutti al sicuro”.
L’emozionante segmento In Memoriam ha visto l’omaggio a Gene Hackman, una leggenda del cinema che ci ha lasciato quest’anno. Morgan Freeman, grande amico e collega di Hackman, ha parlato commosso del suo contributo al cinema e alla sua carriera, mentre la cerimonia ha reso omaggio alla saga di James Bond, celebrando il passaggio di testimone della direzione creativa della franchise da Barbara Broccoli e Michael Wilson ad Amazon.
In questa edizione, gli Oscar non solo hanno premiato i migliori talenti del cinema mondiale, ma hanno anche dato spazio a riflessioni profonde sul futuro del cinema e sulla necessità di mantenere viva la magia della sala cinematografica.
