6 Ottobre 2026, martedì
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Hacker Filorussi All’assalto: Siti Istituzionali e Politici nel Mirino

Proseguono senza sosta gli attacchi informatici di hacker legati alla Russia, con obiettivi che vanno dal Quirinale al Csm, a seguito delle dichiarazioni di Mattarella su Mosca e il Terzo Reich.

È ormai da dodici giorni che una serie di attacchi informatici, con un chiaro marchio di fabbrica filorusso, sta colpendo siti istituzionali e politici in Italia. La campagna offensiva, che ha avuto inizio dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella riguardo alla Russia e al suo legame con il Terzo Reich, ha preso di mira numerosi soggetti legati alla pubblica amministrazione, alla magistratura e ad altri enti governativi.

Tra gli obiettivi più rilevanti degli hacker, identificati come Noname057(16), ci sono i siti del Quirinale e del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), così come il portale della sezione romana di Fratelli d’Italia. La modalità di attacco, che ha reso irraggiungibili questi siti, si inserisce in un contesto più ampio di escalation digitale, il cui scopo sembra essere quello di destabilizzare e intimidire istituzioni italiane critiche nei confronti della politica russa.

A parte i siti delle istituzioni più conosciute, i tentativi di accesso non autorizzato hanno colpito anche altre realtà locali, tra cui i portali web di vari Comuni, come quelli di Pescara, Doues e Bionaz in provincia di Aosta. I cittadini residenti in queste aree non sono riusciti ad accedere ai servizi online, aumentando così la sensazione di vulnerabilità e la preoccupazione per la sicurezza dei dati sensibili delle amministrazioni pubbliche.

L’intensificazione degli attacchi arriva in un momento molto delicato, con la guerra in Ucraina che continua a polarizzare l’opinione pubblica globale. Le dichiarazioni del presidente Mattarella, in particolare quelle critiche verso le alleanze storiche della Russia, hanno probabilmente innescato la reazione degli hacker filorussi, che si sono scagliati contro i simboli istituzionali del paese, cercando di inviare un segnale di sfida e di protesta.

Il modus operandi degli hacker di Noname057(16) evidenzia una crescente sofisticazione nella gestione degli attacchi, con l’utilizzo di tecniche di phishing, Distributed Denial of Service (DDoS) e altre forme di intrusione nei sistemi informatici che, almeno inizialmente, hanno messo in difficoltà i team di sicurezza informatica delle istituzioni italiane. Nonostante gli sforzi per ripristinare i siti colpiti, la resistenza a questi attacchi continua a richiedere risorse straordinarie da parte delle forze di sicurezza e delle agenzie specializzate.

Questi attacchi si inseriscono in un contesto globale di crescente preoccupazione per la cyberwarfare, con numerosi paesi che stanno incrementando la loro difesa informatica in risposta all’intensificarsi degli attacchi provenienti dalla Russia e dai suoi alleati. Il governo italiano ha già preso atto della gravità della situazione, con il Ministero della Difesa e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che hanno intensificato le misure di protezione a livello nazionale.

Questa offensiva hacker, sebbene apparentemente mirata a vendicarsi delle dichiarazioni politiche italiane, solleva interrogativi più ampi riguardo alla sicurezza cibernetica delle istituzioni e delle informazioni sensibili dei cittadini. In un mondo sempre più digitalizzato, la protezione delle infrastrutture online diventa fondamentale per salvaguardare la stabilità e l’autonomia dei singoli stati.

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