2 Ottobre 2026, venerdì
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Partecipazione al Lavoro: La Camera approva il ddl, il Pd si astiene mentre M5S e Avs votano contro

Il disegno di legge sulla partecipazione dei lavoratori alla governance delle imprese passa alla Camera, con il Pd che opta per un'astensione critica e il M5S che denuncia la "mancanza di equità".

La Camera dei deputati ha approvato ieri il disegno di legge sulla partecipazione dei lavoratori alla governance delle imprese, con 163 voti favorevoli, 40 contrari e 57 astensioni. Il provvedimento, che ora dovrà passare al Senato per l’approvazione definitiva, ha suscitato reazioni contrastanti tra i vari schieramenti politici. Il Partito Democratico, pur non opponendosi apertamente al testo, ha scelto di astenersi, esprimendo comunque una posizione critica sul contenuto del disegno di legge. Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) hanno invece votato contro, contestando alcuni aspetti chiave della proposta.

Il voto del Pd: astensione critica

La scelta del Pd di astenersi dalla votazione è stata anticipata dalla deputata Cecilia Guerra in Aula, che ha parlato di un’“astensione critica”. Il partito, pur riconoscendo l’importanza della partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali, ha sollevato dubbi sull’efficacia del provvedimento così come redatto, in particolare riguardo alle modalità di implementazione e agli strumenti previsti per garantirne l’effettiva applicazione nelle imprese. Il Pd ha valutato inizialmente un voto contrario, ma alla fine ha preferito non ostacolare l’approvazione del disegno di legge, optando per una posizione più cauta.

Il M5S e la proposta Olivetti

Il Movimento 5 Stelle ha contestato duramente il testo, lamentando la bocciatura di due proposte presentate dal partito durante il dibattito. Le modifiche suggerite, secondo i pentastellati, avrebbero rappresentato un supporto concreto sia alle imprese che ai lavoratori. In particolare, la proposta della deputata Chiara Appendino, vicepresidente del M5S, mirava a introdurre un incentivo fiscale per le aziende i cui dirigenti avessero uno stipendio non superiore a 25 volte quello dei loro dipendenti. Tale misura sarebbe stata finanziata con una riduzione dell’Ires (Imposta sul reddito delle società).

Appendino ha sottolineato come la proposta fosse ispirata al modello Olivetti, che già negli anni ’60 aveva posto l’accento sulla necessità di ridurre le disuguaglianze salariali. “Un premio per le imprese virtuose”, ha spiegato la deputata, “in un momento in cui le disuguaglianze esplodono”. L’iniziativa non è stata, però, accolta positivamente dalla maggioranza, che ha bocciato l’emendamento. Appendino ha quindi denunciato il fatto che la maggioranza, pur dichiarandosi indignata per gli stipendi stratosferici di alcuni dirigenti (come quello di Tavares, il CEO di Stellantis, che guadagna 750 volte più di un suo dipendente), non abbia adottato misure concrete per contrastare tale disuguaglianza.

Il provvedimento e l’iniziativa della Cisl

Il disegno di legge sulla partecipazione dei lavoratori alla governance delle imprese nasce da un’iniziativa della Cisl, con l’intento di aumentare l’influenza dei lavoratori nelle decisioni aziendali, promuovendo un modello di governance più inclusivo. Il provvedimento prevede che i lavoratori possano partecipare maggiormente alla definizione delle politiche aziendali, attraverso la creazione di strumenti di consultazione e la possibilità di influire su alcune decisioni strategiche. Tuttavia, le critiche sollevate da vari partiti riguardano principalmente la mancanza di un framework chiaro e l’assenza di obblighi vincolanti per le imprese.

Il futuro del disegno di legge e la discussione in Senato

Con l’approvazione alla Camera, il disegno di legge ora passerà al Senato per l’approvazione definitiva. L’esito del voto di ieri, che ha visto un ampio margine di approvazione ma anche una forte opposizione da parte di M5S e Avs, lascia presagire che la discussione continuerà ad essere accesa anche a Palazzo Madama. La questione della partecipazione dei lavoratori alla governance delle imprese potrebbe infatti essere un tema cruciale nelle prossime settimane, in vista delle elezioni amministrative e della preparazione della Legge di Bilancio.

La strada per una vera inclusione dei lavoratori nelle decisioni aziendali sembra ancora lunga, e il dibattito sulla misura, che ha sollevato diverse perplessità, non è destinato a fermarsi.

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