6 Ottobre 2026, martedì
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“Io sono Leonor Fini” una retrospettiva per celebrare l’artista visionaria e ribelle

In occasione della fashion week, inaugura a Milano la mostra dedicata a Leonor Fini, un ritratto completo dell’artista italo-argentina con più di 100 opere tra dipinti, disegni, fotografie, costumi e video

Palazzo Reale di Milano ospita, dal 26 febbraio al 22 giugno, la mostra “Io sono Leonor Fini”, una delle più complete retrospettive mai dedicate all’universo visionario e ribelle dell’artista italo argentina Leonor Fini (Buenos Aires, 1907 – Parigi, 1996).

L’esposizione curata da Tere Arcq e Carlos Martín e promossa dal Comune di Milano – Cultura, presenta oltre cento opere tra dipinti, disegni, fotografie, costumi e video, organizzati in un percorso di nove sezioni. Un ritratto completo, che ripercorre l’universo poliedrico dell’artista, spaziando dalla pittura alla moda, dalla letteratura al teatro (in una delle sezioni sono esposti bozzetti, figurini ed un costume disegnato da Leonor Fini provenienti dall’archivio Storico Artistico del Teatro alla Scala). La mostra rappresenta una testimonianza della versatilità della produzione di Leonor Fini, a partire dall’immaginario dalla giovinezza, agli anni della formazione tra Trieste, Milano e Parigi, dove stringe relazioni durature con intellettuali e artisti che le indicano la via della pittura.

Leonor Fini ha infatti intrecciato un legame significativo anche con il mondo della letteratura, dimostrando una profonda sintonia con alcune delle personalità più influenti del suo tempo, come André Breton, Jean Cocteau e Elsa Morante, con cui nasce un’intensa affinità testimoniata da un ricco scambio epistolare e da parole cariche di ammirazione.

Anche nel mondo del cinema l’artista ha lasciato un segno indelebile, collaborando e intrecciando legami con alcune delle figure più iconiche del panorama cinematografico del XX secolo a partire da Federico Fellini con cui collabora per la realizzazione di costumi per una scena di Otto e mezzo, e sarà di ispirazione al regista per il personaggio di Dolores, previsto nella prima stesura di La dolce vita.

E ancora, le collaborazioni di Leonor Fini con stilisti e figure del mondo della moda come Dior, Schiaparelli e Yves Saint Laurent, che dimostrano la capacità della poliedrica artista di influenzare e ispirare creazioni ribelli ed eleganti attraverso il suo approccio unico e personale.

Artista enigmatica e visionaria, Leonor Fini è riuscita ad affermarsi in un contesto prevalentemente maschile grazie al suo straordinario talento e a una personalità unica e mai convenzionale. Grazie a una sensibilità straordinariamente attuale, il suo lavoro affronta temi centrali per la società contemporanea: il genere, l’identità, l’appartenenza, i modelli di famiglia, il maschile e il femminile. Precorrendo i tempi, Leonor Fini si è affermata come un’artista all’avanguardia, capace di intrecciare arte, moda, letteratura e spettacolo in un percorso libero da ogni convenzione.

L’esperienza di visita proposta dalla mostra gioca sin dal titolo con il tema dell’identificazione con la figura dirompente dell’artista.  Attraverso un allestimento immersivo, il pubblico è invitato a “diventare” Leonor Fini ed a interagire con l’universo dell’artista, in un ambiente che gioca con specchi, fotografie e scritte che ne evocano il carattere rivoluzionario e libero, è possibile scattarsi una foto e  condividerla sui propri profili social (utilizzando l’hashtag #iosonoleonorfini), per reinterpretare il messaggio visionario di Leonor Fini, capace di parlare alle nuove generazioni ispirando e stimolando riflessioni profondamente contemporanee.

“Leonor Fini è stata un’artista capace di sovvertire ogni schema con il suo immaginario potente e visionario – ha commentato l’assessore alla Cultura del Comune
di Milano, Tommaso Sacchi – La sua opera, trasversale e anticonformista, è un manifesto di libertà creativa che risuona più attuale che mai”.  


“Presentare una mostra dedicata a un’artista della grandezza di Leonor Fini è una responsabilità che mi riempie di orgoglio. Io sono Leonor Fini non è solo una retrospettiva, ma un’opportunità unica per immergersi nell’universo di una creativa visionaria, capace di intrecciare arte, moda, letteratura, teatro e cinema in un linguaggio originale e senza confini” commenta Simone Todorow di San Giorgio, Amministratore Delegato di MondoMostre.


La mostra è accompagnata da un accurato catalogo edito da Moebius, che illustra tutte le opere in esposizione. Oltre ai saggi scritti dai curatori della mostra sono inclusi altri studi inediti e originali di specialisti internazionali, come lo storico dell’arte e critico Vanja Strukelj, la storica dell’arte e scrittrice Susan Aberth, il presidente e fondatore della International Society for the study of Surrealism (ISSS) Jonathan P. Eburne.

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