6 Ottobre 2026, martedì
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Zelensky e la “bacchettata”: tensioni tra Mosca e Kiev, mentre l’UE rivendica il suo ruolo

Lavrov attacca, Zelensky replica, Mattarella richiama il passato: il complicato gioco diplomatico tra Russia, Ucraina ed Europa

Le tensioni tra Russia e Ucraina si riaccendono con dichiarazioni che alimentano il clima già infuocato del conflitto. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha lanciato un’affermazione che non lascia spazio a interpretazioni concilianti: “Bisogna far ragionare Zelensky con una bacchettata sulle mani”. Un commento che ha suscitato immediate reazioni, a partire dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha risposto con fermezza: “Si continua a parlare di pace in Ucraina senza l’Ucraina”.

Nel frattempo, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha evocato gli accordi internazionali del 1991, sottolineando come l’indipendenza di Kiev fosse stata sancita dopo la cessione delle armi nucleari a Mosca. “Bisogna ripristinare quegli accordi”, ha ribadito Mattarella, evidenziando la necessità di un ritorno a quei principi per una stabilità duratura nella regione.

Dall’altro lato della barricata, Vladimir Putin si è detto disponibile a un incontro diretto con Zelensky per negoziare la pace, un’apertura che, tuttavia, resta sospesa tra le incognite della diplomazia e le tensioni sul campo di battaglia.

A Bruxelles, intanto, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha ricevuto l’inviato statunitense Keith Kellogg, ribadendo il sostegno incondizionato dell’UE a Kiev: “Nessuno sta aiutando l’Ucraina più dell’Unione Europea”.

Il quadro diplomatico rimane dunque complesso: da un lato, le dichiarazioni infuocate di Mosca e Kiev, dall’altro, il tentativo delle potenze occidentali di mantenere saldo il sostegno all’Ucraina, cercando al contempo spiragli per una soluzione negoziata. Resta da vedere se il futuro riserverà nuove aperture o se la guerra continuerà a essere il principale strumento di confronto tra le parti.

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