È giunto al quinto giorno di ricovero al Policlinico Gemelli di Roma Papa Francesco, che da venerdì scorso sta affrontando il riacutizzarsi della bronchite e un’infezione polimicrobica alle vie respiratorie. Nonostante le difficoltà, il Pontefice ha trascorso una notte tranquilla e ha potuto dedicarsi a una routine semplice, ma rassicurante. Come riferito dal direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, Papa Francesco ha riposato bene, al risveglio ha fatto colazione da solo e si è immerso nella lettura di alcuni quotidiani, come da sua abitudine. “Gli è stato prescritto riposo assoluto”, ha aggiunto Bruni, precisando che il Papa continua a essere assistito con il massimo della cura.
Nel corso della serata di lunedì, nonostante la necessità di riposo, il Pontefice non ha dimenticato i suoi impegni pastorali. Con la sua consueta vicinanza spirituale, ha telefonato alla parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, per manifestare la sua solidarietà alla piccola comunità cattolica che vive nella Striscia. Questo gesto dimostra come, nonostante le difficoltà fisiche, Papa Francesco continui a mantenere una connessione profonda con i fedeli in tutto il mondo.
Il suo trattamento terapeutico, adattato in base agli ultimi esami medici, sta proseguendo con attenzione. I risultati hanno evidenziato un “quadro clinico complesso”, che suggerisce una convalescenza non breve. Nonostante ciò, il Papa viene descritto come di buon umore e, seppur impegnato a riposare, non trascura le sue consuetudini, continuando a seguire l’attualità e a prendere decisioni importanti per la Chiesa.
Proprio in questi giorni, pur rimanendo ricoverato, Papa Francesco ha preso una decisione significativa riguardo alla Diocesi di Baie-Comeau, in Canada. Il Pontefice ha accettato la rinuncia al governo pastorale da parte di monsignor Jean-Pierre Blais, vescovo della diocesi, che è stato accusato di abusi sessuali risalenti agli anni ’70. Queste accuse lo avevano inserito nell’elenco degli aggressori sessuali oggetto di una class action contro l’arcidiocesi di Quebec. Nonostante Blais avesse formalmente negato le accuse, il Papa ha deciso di sostituirlo, nominando al suo posto padre Pierre Charland, ministro provinciale dei Francescani del Canada.
Blais, che aveva 75 anni, ha raggiunto l’età prevista per la pensione e, nonostante le gravi accuse, il suo allontanamento è avvenuto seguendo la normativa canonica. Papa Francesco ha dunque continuato il suo compito di guida spirituale e di governo, prendendo decisioni difficili ma necessarie per mantenere l’integrità e la trasparenza nella Chiesa.
In questo momento di riposo forzato, Papa Francesco dimostra ancora una volta il suo impegno instancabile nel servizio alla Chiesa e alla comunità mondiale, combinando cura personale e responsabilità pastorale con la consueta determinazione.
