5 Ottobre 2026, lunedì
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Arrestato Luca Occhiuzzi: Tentato Omicidio, Estorsioni e Aggravante Mafiosa

Dopo quasi due anni di latitanza, l’indagato è stato catturato dai Carabinieri a Cetraro. Il suo coinvolgimento in crimini mafiosi ora sotto la lente della giustizia.

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione alla misura cautelare in carcere nei confronti di Luca Occhiuzzi, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) presso il Tribunale di Catanzaro. La misura, emessa a seguito di gravi indizi di colpevolezza, riguarda una serie di reati di particolare gravità, tra cui tentato omicidio con l’aggravante mafiosa, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, nonché estorsione in concorso e lesioni personali aggravate dal metodo mafioso.

La Latitanza e la Cattura

Occhiuzzi, infatti, si era sottratto per oltre due anni all’esecuzione della misura cautelare, che era stata originariamente adottata dal GIP del Tribunale di Catanzaro nel settembre del 2022, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) di Catanzaro. L’ordinanza cautelare aveva già riguardato altri quattro indagati, ma Occhiuzzi era riuscito a sfuggire alla cattura. Le indagini che hanno portato alla sua localizzazione hanno richiesto un impegno costante da parte dei Carabinieri, coordinati dalla D.D.A., che lo hanno infine rintracciato in un’abitazione situata nel centro storico di Cetraro, un comune costiero del Cosentino.

I Reati Contestati: Il Tentato Omicidio e le Estorsioni

Il caso ha preso piede grazie a un’intensa attività investigativa che ha permesso di ricostruire gli eventi legati al tentato omicidio avvenuto nel giugno del 2021. Secondo quanto ipotizzato, Occhiuzzi sarebbe stato coinvolto in un episodio di violenza ai danni dell’addetto alla sicurezza di un locale notturno a Belvedere Marittimo, situato nell’alto Tirreno cosentino. Il giovane si sarebbe opposto a una presunta condotta estorsiva da parte di Occhiuzzi e altri tre soggetti, che avrebbero preteso di consumare bevande gratuitamente, senza corrispondere il relativo prezzo.

L’aggravante del metodo mafioso è stata ritenuta sussistente poiché gli indagati avrebbero compiuto questi atti illeciti facendo leva sulla forza intimidatoria derivante dall’appartenenza a una rete di stampo mafioso. Questa circostanza ha reso il crimine ancora più grave e ha spinto la D.D.A. a formulare accuse pesanti nei confronti degli implicati.

La Coordinazione delle Indagini e il Lungo Periodo di Latitanza

Le indagini, condotte dai Carabinieri delle Compagnie di Scalea e Paola, hanno visto l’utilizzo di tecniche investigative avanzate, tra cui intercettazioni e monitoraggi, per delineare il quadro accusatorio nei confronti di Occhiuzzi e degli altri membri del gruppo. La latitanza dell’indagato ha prolungato il procedimento, ma grazie alla capillare attività di ricerca e al costante supporto della D.D.A., i Carabinieri sono riusciti a rintracciarlo e a porlo finalmente in stato di arresto.

La Fase Preliminare del Processo

Al momento, il procedimento penale relativo a Occhiuzzi è in fase di udienza preliminare. L’accusa per i reati di tentato omicidio, estorsione, lesioni e porto abusivo di arma da fuoco con l’aggravante mafiosa rappresenta un grave punto di partenza per l’imminente dibattimento. L’indagato dovrà rispondere dei crimini a lui attribuiti in un processo che, come previsto dalla legge, lo vedrà considerato innocente fino a una eventuale condanna definitiva.

L’arresto di Occhiuzzi segna un’importante tappa nell’azione delle forze dell’ordine contro la criminalità organizzata e i crimini legati al metodo mafioso nella provincia di Cosenza, un territorio da sempre soggetto all’influenza di organizzazioni di stampo mafioso.

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