6 Ottobre 2026, martedì
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Torture di Stato: le rivelazioni sulle atrocità nelle carceri russe

Testimonianze scioccanti rivelano un sistema di brutalità contro i prigionieri ucraini

Un’inchiesta del Wall Street Journal getta nuova luce su un sistema di tortura sistematica adottato nelle carceri russe contro i prigionieri ucraini. Secondo le informazioni raccolte dal quotidiano, da almeno tre anni alle guardie carcerarie russe sarebbe stato impartito l’ordine di infliggere sofferenze estreme ai detenuti provenienti dall’Ucraina, con direttive esplicite come: “Siate crudeli, non abbiate pietà”.

Le testimonianze, fornite da tre ex funzionari carcerari che hanno deciso di parlare davanti alla Corte Penale Internazionale e che ora sono sotto protezione, rivelano un quadro agghiacciante di violenza senza freni. Secondo quanto riportato, agli agenti delle strutture detentive sarebbe stato chiarito che le normali regole per il trattamento dei detenuti non si applicano ai prigionieri ucraini, autorizzando qualsiasi forma di abuso.

Tra le pratiche più brutali descritte emergono l’uso di scariche elettriche sui genitali fino all’esaurimento delle batterie, pestaggi con strumenti di varia natura per verificare quale materiale causi più dolore e la deliberata negazione di cure mediche per provocare infezioni e cancrena, conducendo infine all’amputazione degli arti. Questo sistema di tortura, descritto dagli ex funzionari carcerari, si configurerebbe come parte di una strategia deliberata per infliggere sofferenze ai prigionieri ucraini, senza alcuna preoccupazione per le conseguenze umane e legali.

Le rivelazioni arrivano in un momento di grande tensione geopolitica. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la dipendenza del suo Paese dal sostegno internazionale, sottolineando: “Senza gli Stati Uniti, l’Europa non può garantirci la sicurezza”. Inoltre, ha avvertito che un’eventuale negoziazione con Mosca, nelle condizioni attuali, potrebbe tradursi in una cessione territoriale forzata a favore della Russia.

Le testimonianze raccolte dalla Corte Penale Internazionale potrebbero costituire un elemento chiave per un futuro processo per crimini di guerra. Resta ora da vedere quali conseguenze politiche e legali avranno queste rivelazioni sul conflitto in corso e sulla comunità internazionale.

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