13 Ottobre 2026, martedì
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Grazia alle giornaliste iraniane Hamedi e Mohammadi: raccontarono la verità su Mahsa Amini

Dopo quasi due anni dietro le sbarre, le reporter che sfidarono il regime tornano in libertà

Le giornaliste iraniane Niloufar Hamedi ed Elaheh Mohammadi, incarcerate per aver reso noto al mondo il caso di Mahsa Amini, sono state graziate dal leader supremo Ali Khamenei. Il loro arresto, avvenuto nel 2022, aveva scatenato un’ondata di indignazione internazionale e acceso i riflettori sulla repressione della libertà di stampa in Iran.

L’arresto e la prigionia

Hamedi, reporter del quotidiano Shargh, fu la prima a diffondere la notizia della morte della ventiduenne Mahsa Amini, pubblicando una foto dei genitori in lacrime all’ospedale di Teheran. Mohammadi, giornalista del Hammihan, raccontò con coraggio i funerali della giovane nella sua città natale, Saqqez, trasformatisi in una manifestazione di protesta contro il regime. Entrambe furono arrestate con l’accusa di “propaganda contro lo Stato” e “cospirazione contro la sicurezza nazionale”. Da quel momento, hanno trascorso quasi due anni nel famigerato carcere di Evin, nel nord di Teheran, noto per le dure condizioni di detenzione e per il trattamento riservato ai prigionieri politici.

Il caso Mahsa Amini e l’onda di proteste

Mahsa Amini era stata arrestata dalla polizia morale di Teheran per non aver indossato correttamente l’hijab. La sua morte in custodia, avvenuta il 16 settembre 2022, ha scatenato una delle più grandi ondate di protesta nella storia recente dell’Iran. Migliaia di persone sono scese in piazza sotto lo slogan “Donna, Vita, Libertà”, sfidando la repressione governativa. Il movimento ha visto la partecipazione di donne che si sono tolte il velo in segno di protesta, oltre a studenti, lavoratori e attivisti per i diritti umani.

Il gesto di grazia: segnale di apertura o strategia politica?

La decisione di Khamenei di concedere la grazia arriva in un momento delicato per l’Iran, con il paese sotto pressione per le violazioni dei diritti umani e le proteste che, sebbene represse con violenza, non si sono mai completamente spente. Alcuni analisti vedono in questa mossa un tentativo di placare il malcontento interno e migliorare l’immagine internazionale del regime, mentre altri ritengono che si tratti di un gesto puramente simbolico, privo di reali aperture sulla libertà di stampa e di espressione.

Il futuro delle giornaliste

Nonostante la scarcerazione, il futuro di Hamedi e Mohammadi resta incerto. Il regime iraniano ha spesso imposto restrizioni ai giornalisti rilasciati, impedendo loro di esercitare la professione o costringendoli all’esilio. Tuttavia, la loro liberazione rappresenta una vittoria per la libertà di stampa e per tutti coloro che hanno lottato per far conoscere la verità su Mahsa Amini.

Mentre il mondo osserva con attenzione, l’Iran resta un paese in bilico tra repressione e cambiamento, con il coraggio di giornalisti e attivisti che continua a sfidare il potere e a tenere viva la speranza di un futuro diverso.

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