La vicenda della scarcerazione e del rimpatrio con un volo di Stato di Muhammad Almasri, noto come il “torturatore libico”, continua a scatenare polemiche nel panorama politico italiano. Le forze di opposizione hanno deciso di passare all’attacco, presentando in Parlamento una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Il documento porta la firma di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Più Europa. In una nota congiunta, i firmatari sottolineano la “gravità della vicenda”, ritenendo inaccettabile che Almasri, accusato di atroci crimini contro i migranti nei centri di detenzione libici, sia stato liberato e rimpatriato senza un processo in Italia.
Non tutti, però, condividono questa strategia. Azione, il partito di Carlo Calenda, si dissocia dall’iniziativa, giudicandola inefficace e pretestuosa. “Non è possibile che l’unica modalità di opposizione sia passare da una mozione di sfiducia all’altra”, afferma Calenda, ricordando come iniziative simili contro altri membri del governo – come il recente caso della ministra Santanchè – si siano rivelate “inutili e controproducenti”.
Il caso Almasri si trasforma così in un nuovo terreno di scontro politico, con il governo Meloni chiamato a difendere la gestione dell’intera vicenda. Nel frattempo, l’opinione pubblica osserva con attenzione, mentre le polemiche non accennano a placarsi.
