Il progetto, definito “rivoluzionario” dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, punta alla ricostruzione totale dell’area e alla successiva reintegrazione della popolazione palestinese nelle proprie abitazioni.
Il plauso di Netanyahu: “La prima idea nuova da anni”
Secondo quanto riferito da fonti vicine al governo israeliano, Netanyahu ha giudicato il piano di Trump “molto buono” e ha sottolineato che si tratta della “prima idea realmente innovativa per Gaza dopo anni di stallo e conflitti”. Il leader israeliano ha inoltre confermato che l’ex presidente americano sarebbe determinato a portare avanti la sua iniziativa, assicurando una gestione diretta della Striscia fino al completamento della sua trasformazione in un polo turistico internazionale.
Liberati tre ostaggi israeliani: il controverso intervento di Hamas
Mentre il progetto di Trump scuote la politica internazionale, Hamas ha rilasciato tre ostaggi israeliani a Deir al-Balah: Eli Sharabi, Or Levy e Ohad Ben Ami. Tuttavia, il rilascio non è avvenuto senza polemiche: prima della consegna alla Croce Rossa, i tre prigionieri sono stati portati su un palco e “intervistati” in pubblico. Netanyahu ha reagito con sdegno, definendo le immagini della scena “scioccanti” e promettendo che l’episodio “non passerà inosservato”.
Vertice arabo d’emergenza per discutere la crisi
Il piano di Trump e gli ultimi sviluppi in Medio Oriente hanno spinto l’Egitto a convocare un vertice arabo straordinario il prossimo 27 febbraio. L’incontro avrà lo scopo di discutere gli sviluppi più recenti nei Territori palestinesi e valutare le possibili risposte all’iniziativa americana.
La proposta di Trump rappresenta un’idea senza precedenti che potrebbe ridefinire il futuro di Gaza, ma resta da vedere se sarà accolta come una soluzione innovativa o come una provocazione destinata a esacerbare ulteriormente le tensioni nella regione.
