Il caso della scomparsa di Jhoanna Nataly Quintanilla, la babysitter di 32 anni scomparsa a Milano il 24 gennaio, ha preso una piega drammatica con la confessione del compagno, Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, accusato dell’omicidio e dell’occultamento del corpo. L’uomo, 48 anni, ha finalmente parlato davanti al giudice per le indagini preliminari, rivelando dettagli agghiaccianti sull’accaduto.
In un’intervista che ha scioccato gli inquirenti, Gonzalez Rivas ha ammesso di aver ucciso la compagna, ma ha cercato di giustificare l’accaduto con una versione che ha dell’incredibile. Secondo quanto dichiarato dall’uomo, i due stavano praticando un gioco erotico che, in modo tragico, è sfuggito di mano. “Non volevo ucciderla”, ha dichiarato, cercando di spiegare che il suo gesto non fosse intenzionale. La dinamica raccontata da Gonzalez Rivas suggerisce che, nel corso di un momento di intimità, la donna abbia perso conoscenza e lui, preso dal panico, non abbia saputo come reagire.
Di fronte all’incapacità di respirare della compagna, il 48enne ha dichiarato di aver agito d’istinto, mettendo il corpo in un borsone e cercando di nasconderlo. Il cadavere, però, non è stato mai recuperato. Gonzalez Rivas ha fornito un’indicazione vaga su dove lo avrebbe lasciato: lungo una strada verso Cassano d’Adda, ma non ha saputo essere preciso sul punto esatto. La sua descrizione sembra infatti confusa e non in grado di guidare le forze dell’ordine al ritrovamento del corpo.
Il caso ha sollevato numerose domande sulle reali dinamiche che hanno portato alla morte di Jhoanna Nataly Quintanilla. La giustificazione del compagno non ha convinto gli inquirenti, che continuano a indagare per chiarire ogni dettaglio e per cercare di portare alla luce la verità dietro questo orribile crimine.
Nel frattempo, la comunità e la famiglia della giovane donna restano sconvolte, mentre il dolore per la sua tragica fine si mescola all’incertezza su ciò che è realmente accaduto nelle ore precedenti la sua morte.
